Scoppia un macchinario, operaio ustionato

Atessa. Incidente sul lavoro alla Bimo: il ferito, di Casoli, trasferito nella notte al Sant’Eugenio
ATESSA. Un operaio della Bimo-Irplast è rimasto ustionato in seguito allo scoppio di un macchinario nel reparto in cui era addetto. L’uomo, G.D.P., 46 anni, di Casoli, è stato subito trasferito con ustioni di secondo grado nell’ospedale di Chieti.
L’incidente sul lavoro è avvenuto ieri pomeriggio intorno alle 18, nello stabilimento della Val di Sangro che produce pellicole e adesivi.
L’operaio, addetto all’impianto di rigranulazione, era intento a svolgere le sue mansioni quando, per cause che dovranno essere accertate, l’estrusore, che ricicla il materiale di scarto, è scoppiato.
Una fiammata, probabilmente del materiale che viene lavorato nel macchinario - si tratta di polipropilene - ha investito l’operaio che ha avuto l’istinto di girarsi di spalle, rimanendo così ustionato a parte delle braccia e alla schiena.
L’uomo era l’unico addetto al macchinario, ma per sua fortuna un collega del reparto manutenzione era lì vicino e ha potuto allertare subito i soccorsi. Da Pescara è decollato l’elicottero del servizio di emergenza sanitaria 118 che ha trasportato il ferito al pronto soccorso dell’ospedale clinicizzato di Chieti.
G.D.P. ha riportato ustioni di secondo grado al 35% del corpo. La prognosi dovrebbe essere di 30 giorni, ma nella notte l’uomo è stato trasferito al Centro ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma.
Sull’incidente indagano i carabinieri della caserma e del nucleo radiomobile di Atessa, che dovranno accertare le cause dello scoppio.
Il macchinario solitamente funziona ad alte temperature, circa 250 gradi. Il livello si potrebbe essere alzato troppo oppure non ha funzionato qualche valvola di sicurezza.
Nello stabilimento sono arrivati anche gli ispettori del servizio di sicurezza e prevenzione degli ambienti di lavoro della Asl.
L’operaio da 26 anni è dipendente alla Bimo e viene descritto dai colleghi come un lavoratore scrupoloso. La Rsl di fabbrica chiede che venga fatta presto luce sulle cause dell’incidente.
Stefania Sorge
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