Scritte e simboli satanici sulle chiese: preso il vandalo, è un teatino di 25 anni

Il giovane è stato incastrato dalle telecamere che lo hanno immortalato mentre profanava gli edifici sacri dello Scalo Le parrocchie di San Pio X, Madonna delle Piane e Dodici Apostoli potranno chiedere i danni per gli sfregi con la vernice
CHIETI. Ha 25 anni, è teatino e vive a poca distanza dalle chiese che ha profanato. Ecco chi è il vandalo che, tra il 28 e il 29 giugno scorsi, ha sfregiato con scritte e simboli satanici le facciate della parrocchia di San Pio X in via Pescara, di Madonna delle Piane in via dei Vestini e dei Dodici Apostoli in via Capestrano. Il giovane è stato identificato e denunciato alla procura dai carabinieri della stazione di Chieti Scalo: deve rispondere di danneggiamento aggravato. Lo incastrano una serie di indizi, a partire dalle immagini delle telecamere. È arrivata dunque una risposta concreta dopo i raid notturni che avevano assunto i contorni di una grave offesa alla devozione e alla fede di tre comunità; un’azione che ha indignato un’intera città per la sua portata sacrilega. Resta da comprendere cosa abbia spinto un ragazzo apparentemente tranquillo a rendersi protagonista, in solitaria, di un gesto inquietante e – a memoria d’uomo – almeno nel capoluogo teatino senza precedenti. Il caso è destinato ad arrivare in tribunale: i parroci potranno costituirsi parte civile e chiedere i danni.
IL RAID
Le indagini dei carabinieri sono scattate dopo la denuncia presentata da don Mauro Palmieri, che guida la chiesa di San Pio X. Al mattino, il sacerdote ha notato sulla facciata principale dell’edificio sacro, più precisamente accanto al portone d’ingresso, i graffiti vergati con la vernice spray nera: “Satan”, “666 Satan” e due croci capovolte. Le scritte che richiamano il diavolo e i numeri che simboleggiano l’Anticristo sono apparse anche sulla chiesa di Madonna delle Piane, un punto di riferimento per tanti universitari, e quella dei Dodici Apostoli, nella zona delle Cinque palazzine, non lontano dallo stadio Guido Angelini. Fin da subito è emerso come dietro le scritte si nascondesse la stessa mano.
IL MESSAGGIO DEL SACERDOTE La risposta delle comunità non si è fatta attendere. Il primo a intervenire è stato don Mauro con una comunicazione lasciata accanto al muro preso di mira, il giorno stesso ripulito. «Sono state acquisite le immagini delle telecamere», ha scritto il parroco sull’avviso, «e gli autori delle scritte sui muri sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per vilipendio alla religione e danni alla proprietà privata. La parrocchia chiederà i danni materiali e morali». Il sacerdote ha poi aggiunto: «Non penso sia una bravata: avendo colpito le chiese a tappeto, e nello stesso modo, ad agire dev’essere un soggetto vicino a sette sataniche o spinto da motivazioni ideologiche».
LE INDAGINI
Il primo passo dell’inchiesta è stato il sopralluogo a San Pio X da parte dei militari dell’Arma. L’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza, che – come sottolineato dal sacerdote – può contare su ben venti telecamere, ha dato la svolta alle indagini. Perché gli obiettivi elettronici hanno ripreso l’autore del raid: un giovane che indossava un cappellino e portava i pantaloni corti.
LA SVOLTA
I carabinieri hanno acquisito anche altri elementi che hanno definitivamente inchiodato il venticinquenne. Si tratta di un giovane che, in passato, non è mai stato coinvolto in questioni giudiziarie. Ma ora rischia di finire in tribunale.
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