Scrive “Isis vs Occidente” e conquista l’America

21 Dicembre 2015

Stefano De Angelis ha 29 anni, il suo libro sul terrorismo diventa best seller Nell’intervista al Centro svela da esperto quali rischi corriamo anche in Italia

CHIETI. Il suo libro sull’Isis va a ruba soprattutto negli Stai Uniti e in Canada. Ha già venduto molte copie, più di quanti sono gli abitanti di Chieti, la sua città. Si chiama Stefano De Angelis, teatino classe 1986,­ docente di Sociologia dei Fenomeni Terroristici presso la Questura di Chieti, ed è uno degli studiosi più attivi e promettenti nell’ambito della sicurezza urbana e della lotta al terrorismo islamico. Una passione quella per la sicurezza, nata un po' per caso, come lui stesso ci conferma nella nostra intervista, ma che ­lo ha portato a soli 29 anni ad essere un punto di riferimento del settore.

Dottor De Angelis, da dove nasce la sua passione per la sicurezza urbana e la lotta al terrorismo in generale?

«Diciamo che è stata una sorta di vocazione, nata in seguito ad un mio viaggio-studio negli Stati Uniti, un Paese colpito­ al cuore dal terrorismo islamico con gli attentati dell'11 Settembre 2001, e che in quell'occasione mi diede una prova ­lampante di quanto sia necessario prevenire altre catastrofi del genere. Vedere quel grande parco che sorge dove una volta c'erano le Torri­ Gemelle, respirare l'odore acre e ancora intriso di sofferenza, osservare migliaia di persone raccogliersi e commuoversi dinanzi ad una ­delle più grandi sciagure del millennio, mi ha colpito profondamente, al punto che ho deciso di dedicarmi anima e corpo nella lotta al terrorismo».

Un impegno sfociato in una collaborazione con l'Università di Chieti-Pescara, in incarichi per la formazione degli agenti ­di polizia, in seminari e conferenze in Europa e Nord America,­ ma soprattutto in libri che hanno visibilità in tutto il mondo.

«Nonostante i 29 anni e le difficoltà a crearsi uno proprio spazio, da quando mi dedico a questa causa le soddisfa­zioni non sono mancate. In primis la collaborazione alla cattedra di Sociologia ­Generale presieduta dalla professoressa Eide ­Spedicato Iengo nel Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali della ­D'Annunzio, che mi ha portato a tenere seminari e lezioni a studenti di tutte le­ età. Ma sono particolarmente orgoglioso dell'incarico che mi ha conferito la Questura di Chieti che, nell’ambito dei corsi di aggiornamento somministrati ai propri agenti, ha inserito un mio­ corso in “Terrorismo e Sicurezza Internazionale: tecniche di prevenzione e contrasto a fenomeni di stampo terroristico ­ed eversivo”. Questo corso è frequentatissimo e decisamente apprezzato dagli agenti, in quanto ritenuto determinante per­ capire la realtà sociale che quotidiana­mente si trovano ad affrontare. Infine i­ libri, la mia grande passione, che mi danno soddisfazioni incredibili, sia in termini di vendite, che in termini di network. Sono venduti praticamente ovunque ­nel mondo, grazie a siti di e-commerce come Amazon, hanno permesso di farmi conoscere al grande pubblico, di scrivere­ su famosi e seguiti blog e di essere ospite ­ad alcune delle conferenze più importanti del settore. Rimane un po' l'amaro in ­bocca nel vedere che il mio mercato di riferimento sia prevalentemente estero, quando l'Italia è un Paese fortemente minacciato dal terrorismo internazionale, m­a è come se ci fosse una riluttanza ad aprire gli occhi in tal senso. O forse, come si suol dire, nemo propheta acceptus­ est in patria sua».

All'estero il terrorismo è un fenomeno a­l centro del dibattito politico e diplomatico da ormai molti anni, in Italia decisamente meno. Secondo lei attualmente quali rischi concreti corre il nostro Paese?

«Partiamo dal presupposto che io sono un ­semplice sociologo, quindi il mio ragionamento è frutto di studi e non di esperienza sul campo, ma possiamo dire che l'Italia oggi è al centro di alcune dinamiche molto preoccupanti per la nostra sicurezza nazionale, come ad esempio le grandi migrazioni che stanno interessando il nostro Paese, con l'arrivo quotidiano di migliaia di persone, che spesso non hanno documenti e fuggono da Paesi in guerra sicuramente, ma al contempo sotto scacco a­ gruppi terroristici che ne gestiscono gli ingressi e le uscite.

Un altro fattore molto preoccupante per il nostro Paese­ è il continuo taglio di risorse alle forze armate, prime vittime della spending­ review, che oggi si ritrovano in prima ­linea a combattere un fenomeno drammatico con mezzi non sempre all’altezza.

Ma su tutti, un fattore di grande preoccupazione per noi, deve essere lo scenario che si è creato in Libia, perché a pochi chilometri dalle coste siciliane il Calif­fato islamico controlla un Paese ricco di risorse e con milioni di abitanti, che­ per fame o per ideologia, possono arrivare a sposare la causa jihadista. Quindi­ abbiamo il nemico alle porte di casa, e­ poche idee su come affrontarlo a quanto­ pare».

Parliamo del suo ultimo libro “Isis vs Occidente”, che sta riscuotendo un successo davvero notevole, e che dopo sole due­ settimane è andato in ristampa. Se lo a­spettava questo boom di vendite?

«Francamente, speravo che andasse bene, m­a non avrei mai immaginato una risposta ­simile da parte dei lettori. Se non altro perché, come dicevo prima, l'argomento­ del terrorismo islamico in Italia è davvero poco sentito, e parlo purtroppo a tutti i livelli, dalla classe politica fino al normale cittadino, sono in pochi coloro che si pongono domande su quali sono i reali pericoli che corre il nostro ­Paese.

Ovviamente, come sempre, la parte­ del leone la sta facendo il mercato estero, specialmente quello americano e canadese, ma in quei Paesi la cultura della­ sicurezza è ormai ben radicata sia a li­vello politico che a livello sociale. E ­poi, per dirla tutta, la mia partecipazione al programma televisivo “Affari Tuoi­”, seguitissimo in tutto il mondo, ha sicuramente contribuito a darmi una visibilità ben più ampia rispetto a quella che­ avevo in precedenza».

Appunto, arriviamo ad “Affari Tuoi”. Il ­programma serale dagli ascolti record di­ Rai Uno, condotto dal celebre Flavio In­sinna, le ha permesso di mettere in cantiere il suo sogno, quello di sostenere un master presso una delle migliori università del mondo. Il tema sarà ovviamente­ quello della sicurezza internazionale?

«Ci sono diversi master a cui posso prendere parte, ma tendenzialmente hanno tutti un comune denominatore, appunto la lotta al terrorismo. In questi atenei insegnano alcuni dei più famosi strateghi in materia di antiterrorismo, oltre che docenti autori di bestseller in materia, quindi senz'ombra di dubbio sarà un'esperienza dall'altissimo contenuto umano e culturale, che non vedo l'ora di vivere».

Progetti, ambizioni, altri sogni per il futuro?

«I sogni non mancano mai, fortunatamente, i progetti nemmeno, anzi, ne sono talmente tanti che devo darmi delle priorità.­ Le ambizioni ci sono, come è giusto avere a ventinove anni, sebbene viviamo in ­un Paese dove non si sogna più, soprattutto­ tra i giovani della mia generazione. Quindi in primis vorrei portare a termine ­nel migliore dei modi il master di cui ho parlato. Ho ricevuto la proposta di scrivere un libro a quattro mani da uno studioso inglese specializzato in geopolitica; ­un ateneo del Nord Italia mi ha proposto­ una docenza e varie offerte lavorative­ sono state messe in stand by per il momento. Ma in un futuro spero non troppo remoto, mi piacerebbe sicuramente fare qualcosa per il mio territorio, di certo non esente dalle problematiche oggetto dei miei studi, ma questo pensiero non so ­se inserirlo tra i sogni irrealizzabili ­o tra i progetti per il futuro. L’importante, come mi piace dire a tutti i giovani che incontro, e che mi leggono, è non farsi mai rubare i propri sogni».(g.l.m.)