Scuola allagata, crollano i controsoffitti

Termosifoni spenti e aule al buio: gli alunni della Carabba costretti a spostarsi in altri locali. Esplode la rabbia dei genitori
LANCIANO. Scuola allagata, controsoffitti crollati, aule al buio e al freddo e i bimbi della scuola elementare Carabba, ospiti nel De Giorgio, costretti a traslocare in aule messe meno peggio delle altre per fare lezione. Ma alla vista dei termosifoni spenti per il secondo giorno consecutivo, delle pozzanghere sui pavimenti e dei controsoffitti a pezzi, scatta la rivolta dei genitori. «Adesso basta, è troppo», sbottano mamme e papà, soprattutto dei bimbi della prima, «oltre al freddo i nostri figli rischiano di farsi male». E in effetti i rischi per l’incolumità dei piccoli ci sono. Per entrare in quella che è, o meglio era, la 1ªA bisogna guardare in alto ed evitare che cadano gocce di pioggia in testa o, peggio, pezzi di intonaco. Nella controsoffittatura si è aperto un buco. Altre aule sotto sono messe peggio: sono quelle dei ragazzi delle superiori dell’istituto De Giorgio, che però da lunedì sono ospiti del vicino Da Vinci per fare lezione, al caldo. Lezioni al freddo, invece, per gli alunni della Carabba e anche al buio, visto che in alcune classi la luce non c’è. Una situazione al limite per i genitori che, oltre al danno di non avere una scuola propria -i lavori in via Barella vanno avanti da due anni e non sono finiti- subiscono la beffa di spostamenti continui, per giunta in istituti non adeguati. Per calmare i genitori infuriati arrivano l’assessore Giacinto Verna e il sindaco Mario Pupillo. Verna cerca di parlare, di spiegare la sistemazione al De Giorgio, fatta per riunire tutte le classi della Carabba, dei lavori che continuano nella sede della primaria, ma è sommerso dalle lamentele dei genitori. «Lavoro in fabbrica, non è che ci possiamo fermare quando ci pare», dice un papà, «in quel cantiere invece si lavora a singhiozzo». «Sono due anni che vaghiamo tra sedi provvisorie con aule di fortuna», dice Alessia, una mamma, «significa che mezzo ciclo di studi delle elementari i nostri figli lo hanno fatto tra i disagi. E questo nonostante la buona volontà delle maestre che continuano a lavorare a testa bassa. Ma ora è troppo». «Questa scuola ha problemi sul tetto per infiltrazioni che risolveremo», assicura Pupillo. In realtà il problema esiste fin dall’apertura del plesso, costato 5 milioni di euro, nel 2008. Vi piove dentro da allora, ecco perché adesso si staccano intonaci e controsoffitti. «Per quanto riguarda la Carabba», riprende il sindaco, «sarà pronta per l’8 gennaio». «Ecco l’ennesima data», replica Barbara, un’altra mamma, «a maggio ci avevano convocato per la riapertura a settembre, poi è scalata a ottobre e ora a gennaio. Finiremo l’anno qui dentro». «Sì, ma faremo lezione solo quando c’è il sole?», chiede un papà. «La cabina primaria di alimentazione elettrica a servizio dell’istituto è riparata», risponde Pupillo, «e il generatore dato dal Comune funziona. Si stanno sistemando i termosifoni. Sono pronto a chiudere la scuola se ci saranno ancora problemi». Ipotesi mal digerita dai genitori e scongiurata nel pomeriggio dopo l’ennesimo sopralluogo. «Bisogna trovare un punto di incontro tra genitori, scuola e Comune per il bene dei bimbi», chiude Elvira Brighella, presidente del consiglio di istituto del comprensivo Umberto I.
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