Scuola, almeno 250 pensionamenti

Ecco i dati provinciali, la Cgil: «I docenti non saranno rimpiazzati dai precari»
CHIETI . In questi giorni i docenti e il personale Ata interessato stanno producendo domanda di mobilità, si tratta dei cosiddetti trasferimenti. «L’ipotesi di Contratto collettivo nazionale integrativo 2022-2025», afferma il sindacato Flc Cgil, «che non abbiamo sottoscritto, prevede che i neo-immessi del 2020/2021 abbiano ulteriori limitazioni nelle precedenze, nella mobilità annuale e nei contratti a tempo determinato». Intanto sono stati pubblicati i dati provvisori dei pensionamenti nelle scuole dell’Abruzzo: per la provincia di Chieti sono quasi 250.
«Si tratta di numeri importanti per chi vuol fare domanda di trasferimento in quanto indicano i posti disponibili per il turnover», sottolineano dalla Flc Cgil. Entrando nel dettaglio, per il prossimo anno scolastico i pensionati delle scuole pubbliche abruzzesi saranno 590 docenti e 254 tra il personale Ata. In provincia di Chieti si conteranno 167 docenti e 77 tra il personale Ata, per un totale di 244. «Il dato», spiega il sindacato, «è però provvisorio e sicuramente destinato ad aumentare». Per quanto riguarda i docenti, la ripartizione vede 18 insegnanti delle scuole dell’infanzia, 41 della primaria, 27 delle medie e 81 degli istituti superiori.
«Non sono posti che verranno rimpiazzati dai precari o dai vincitori di concorsi. Il sistema di reclutamento è gravemente deficitario, anche per i continui interventi legislativi. In questi giorni», continua la Flc Cgil, «partiranno i concorsi ordinari per la scuola secondaria. Mentre si stanno ultimando, tra tante difficoltà, i concorsi della scuola dell’infanzia e primaria. È previsto anche un concorso straordinario per chi ha almeno tre anni di servizio ed un concorso Stem, con soli 17 posti disponibili in tutto l’Abruzzo».
Per il sindacato pertanto «occorre una programmazione di medio periodo che consenta di mantenere gli organici stabili e fare in modo che le scuole possano contare su docenti che portano avanti la progettazione educativa per realizzare un curricolo verticale in grado di dispiegare pienamente i suoi effetti. Ci vogliono organici stabili, pluriennali», conclude, «che non possono variare ogni anno per effetto dei tanti supplenti o per la riduzione del numero di alunni». (a.s.)
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