Scuola, appalto mensa bloccato: scoppia la protesta dei lavoratori

I 40 dipendenti dell’ex gestore senza stipendio da maggio: oggi la manifestazione davanti al Comune Magnifico (Uiltucs Abruzzo): «Pesante disagio per le famiglie, sono abbandonate anche dalla politica»
CHIETI . Sull’appalto mensa bloccato scoppia la protesta. A prendersela con il Comune questa volta non sono i genitori dei bambini senza pasti a scuola ma i lavoratori dell’ex gestore, la Ladisa, che avrebbero dovuto essere riassunti dal nuovo. Se solo l’appalto fosse partito. Il Tar ha invece bloccato tutto, concedendo la sospensiva richiesta proprio dall’ex gestore. Così i 40 lavoratori della mensa sono rimasti da maggio senza stipendio, in attesa di poter tornare a lavorare.
Questa mattina il sindacato Uiltucs ha organizzato una protesta davanti al Comune per ricordare che nel “pasticcio” mensa non ci sono solo i bambini senza pasto ma anche 40 famiglie senza stipendio. «A seguito delle vicissitudini che hanno caratterizzato l’appalto delle mense scolastiche del Comune di Chieti», dice Ernesto Magnifico della Uiltucs Abruzzo, «e a seguito dei proclami di immediate soluzioni che non hanno trovato nessuna concretizzazione, abbiamo organizzato un presidio sotto la sede del municipio di Chieti per far sentire la voce dei lavoratori interessati che fino ad oggi non hanno avuto alcuna considerazione. Legittimo il disagio per i bambini che non possono mangiare un pasto caldo, legittimo anche il disturbo dei genitori che devono prepararlo ogni mattina per non lasciare i figli a digiuno, ma ancora non si è spesa una sola parola per i quaranta tra lavoratori e lavoratrici impiegati sull’appalto, la cui ultima retribuzione percepita è relativa la mese di maggio».
I dipendenti non sono stati ancora licenziati e per questo motivo non possono neanche accedere alla cassa integrazione: «I lavoratori», spiega il sindacalista, «non possono usufruire di nessun ammortizzatore sociale poiché il rapporto di lavoro è in sospensione e non trova, per legge, nessuna copertura da questo punto di vista. Pesante quindi il disagio economico che stanno vivendo le famiglie degli interessati e che abbiamo provato a tamponare facendo una richiesta di anticipo delle spettanze di fine rapporto al vecchio gestore. Richiesta alla quale la Ladisa non ha dato alcuna risposta oltre che alcun seguito, benché quei soldi siano effettivamente dei lavoratori. Nessuna risposta», conclude, «nemmeno alla richiesta d’incontro fatta al prefetto Armando Forgione circa un mese fa. Abbandonati da tutti e non considerati da nessuno, nemmeno da quei politici che si impegnano tanto a darsi battaglia tra di loro ma da cui non arriva uno straccio di soluzione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

