Scuola Celdit, via ai lavori sui muri rotti

23 Novembre 2017

Dopo la rivolta dei genitori, il sindaco promette interventi urgenti contro le infiltrazioni nelle aule

CHIETI. Dopo le proteste dei genitori, si corre ai ripari nella scuola elementare Celdit che conta 300 alunni costretti tra muffa e muri a pezzi. La struttura scolastica è stata colpita da ulteriori infiltrazioni d’acqua che hanno raggiunto soffitti e mura delle aule, anche a seguito dei diluvi della settimana scorsa e che hanno allarmato non poco le famiglie dei bambini. In ballo, dunque, opere urgenti che verranno finanziate per almeno 25 mila euro entro fine mese, mentre i lavori di riparazione per arginare le infiltrazioni – salvo imprevisti e ulteriori intemperie – si svolgeranno prima di Natale. Sul piatto il rifacimento della parte di lastrico solare malmessa dell’edificio e nel frattempo già da oggi ci saranno ulteriori controlli per verificare lo stato dei controsoffitti delle aule, impregnati e appesantiti dall’acqua. Ad assicurare il tutto è stato il sindaco Umberto Di Primio nel corso di una riunione che si è tenuta ieri mattina proprio nella scuola Celdit con i genitori degli alunni e il dirigente scolastico Ettore D’Orazio.
«Qui si formano i cittadini di domani», dice una mamma, «la scuola non può sprofondare in questo degrado». L’elenco delle cose che non vanno è lungo, tra cui la mancanza di uno stallo per invalidi da inserire lungo via Campobasso. Ma per quest’ultimo caso al sindaco basta una telefonata: «A breve lo stallo si farà», riferisce al pubblico Di Primio dopo aver riattaccato il telefono. E una mamma interviene: «Sono due anni che aspettiamo. Serve una sua telefonata per far sì che le cose funzionino?». E si apre la discussione sui tempi biblici delle amministrazioni pubbliche: «Un problema nazionale, come quello delle risorse», ricorda il sindaco. Non finisce qui: «Gli scarichi sono rotti, con conseguenti rigurgiti maleodoranti e anti-igienici. Non c’è manutenzione all’esterno e la pavimentazione è sconnessa, con bagni indecorosi e malfunzionanti», dice il presidente del consiglio d’istituto Edoardo Lagatta, «il problema delle infiltrazioni è strutturale in alcune aule almeno da 10 anni». Così, invece, un altro genitore: «Al pianoterra c’è pure una parete marcia e maleodorante. I bambini ci hanno fatto l’abitudine».
A rispondere è l’assessore ai Lavori pubblici Raffaele Di Felice, anche lui a raccogliere le richieste: «Tutto qui?», sminuisce. Ma una mamma sbotta: «Come tutto qui? In 10 anni non è stato fatto nulla». Arrivano le precisazioni: «Non voglio prendervi in giro», continua Di Felice, «ma con la stampa devo stare attento a quello che dico, avrei preferito che qualcuno mi avesse avvisato. Ché poi scrivono tutto». Prosegue: «Abbiamo stanziato 137 mila euro per la rimozione dei pavimenti in amianto nella scuola primaria di via Bosio. Sono costretto a fare delle scelte». Infine ancora il tema sicurezza. E le promesse: «L’obiettivo è creare un polo unico e sicuro delle primarie e delle secondarie dietro al Villaggio Mediterraneo. Di cui dovremo acquisire 6 ettari di terreno. Adeguare anti-sismicamente tutti gli istituti esistenti è impossibile», rivela Di Primio, mentre Di Felice aggiunge: «Sto progettando un efficientamento energetico degli impianti elettrici e di riscaldamento in 11 scuole, e così metterli a norma. Per tutti gli edifici comunali vogliamo adeguare anche gli estintori».