Scuola chiusa a Sant’Apollinare Dalla Regione 250mila euro

SAN VITO. È di 250.820 euro il contributo dato dalla Regione per la ristrutturazione della scuola elementare di Sant’Apollinare. I soldi arrivano dal piano di adeguamento sismico dell’edilizia...
SAN VITO. È di 250.820 euro il contributo dato dalla Regione per la ristrutturazione della scuola elementare di Sant’Apollinare. I soldi arrivano dal piano di adeguamento sismico dell’edilizia scolastica della Regione. La notizia è accolta con il sorriso dai residenti della frazione e in particolare dalle famiglie degli alunni che ormai da tre anni sono costretti a frequentare le lezioni nella scuola media del paese. L’inagibilità del plesso della contrada era stata dichiarata nel luglio 2015 dall’allora sindaco Rocco Catenaro, anche se i problemi di instabilità erano noti dal 2013. I ritardi nella progettazione della scuola e nei lavori, più volte dati per imminenti e mai partiti, avevano sollevato le ire dei genitori e le proteste dei residenti. «Era ed è un’intera contrada a chiedere i lavori», dice Enzo Altobelli, consigliere di Viviamo San Vito, «una zona che senza scuola sta soffrendo anche a livello economico e sociale. Disagi vissuti poi dagli alunni che devono spostarsi al paese, con scuolabus che hanno avuto problemi, e che non possono fare il tempo prolungato. Nella media, infatti, oltre agli alunni di Sant’Apollinare sono ospitati anche quelli delle elementari del paese e non ci sono spazi per la mensa. Con la ristrutturazione della scuola si libererebbero le aule e potrebbe partire il tempo prolungato chiesto da molti genitori. Siamo felici per l’arrivo dei fondi regionali, ma non bastano per fare i lavori». Gli interventi di messa in sicurezza e miglioramento sismico dell’edificio costano, infatti, 480.000 euro. Manca una metà. Dove trovare il resto dei fondi? La vecchia amministrazione aveva vincolato circa 200.000 euro, che sarebbero arrivati dalla dismissione dei beni e dalla vendita delle quote della Sangroservizi. Anche la nuova amministrazione Bozzelli ha inserito la ristrutturazione nel piano triennale delle opere pubbliche mai sui soldi derivanti dalla vendita della Sangroservizi ha dovuto attendere le sentenze di Tar e Consiglio di Stato sui ricorsi. «Conosciamo le vicissitudini giudiziarie della soxietà», chiude Altobelli, «ma attendiamo anche l’alienazione dei beni e non abbasseremo la guardia su un’opera importante per Sant’Apollinare e la sicurezza degli alunni». (t.d.r.)
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