Scuola col sostegno dimezzato per due bambini disabili

MOZZAGROGNA. Le ore con le insegnanti di sostegno dovrebbero essere 22, ma ne hanno la metà. Le ore con l’educatore comunale sarebbero 18 ma ne hanno effettivamente solo sette. Il diritto allo...
MOZZAGROGNA. Le ore con le insegnanti di sostegno dovrebbero essere 22, ma ne hanno la metà. Le ore con l’educatore comunale sarebbero 18 ma ne hanno effettivamente solo sette. Il diritto allo studio, e soprattutto ad essere seguiti e aiutati nell’apprendimento, viene leso. Accade a due bambini di 10 e 11 anni con problemi del linguaggio e cognitivi che frequentano la scuola elementare Nicola Maria Fosco. Poche ore di sostegno a fronte di quelle richieste dagli specialisti che hanno spinto le madri, stanche di dover elemosinare quello che è un diritto, a inviare una diffida al preside Silvino D’Ercole e agli Uffici scolastici provinciale e regionale: «Ai bambini devono essere assicurate 22 ore di sostegno, altrimenti ricorreremo al Tar e alla Procura».
«Ogni anno dobbiamo lottare per veder riconosciuto il diritto dei nostri figli allo studio», dicono M.C.L. e P.M., madri dei due bambini, «e non lo vediamo. In base al piano educativo individualizzato e non solo, devono avere 22 ore di sostegno a testa: ne hanno 11 e 13; delle 18 ore di assistente educatore comunale invece ne hanno 6 e 7. Abbiamo inviato una diffida al preside, all’Ufficio scolastico provinciale e a quello regionale per avere quello che spetta ai nostri figli in base alla legge 104, ma di risposta c’è stato solo un rimpallo di responsabilità. Siamo pronte a rivolgerci a Tar e Procura, ma non vorremo arrivare a tanto. Si parla di buona scuola: dov’è quella per i nostri bambini?».
Alla diffida l’Ufficio scolastico provinciale ha risposto dicendo che sono stati chiesti ulteriori posti di sostegno all’Ufficio scolastico regionale e che, in attesa, spettava al dirigente trovare altre ore. D’Ercole si è attivato e per un bambino si è passati da 10 a 13 ore di sostegno. Nessuna risposta dall’Aquila. Dell’educatore ne risponde il Comune che ha sempre meno fondi per il sociale. «Si parla di problemi economici, mancanza di fondi», chiudono i genitori, «ma così vengono danneggiati i nostri figli e anche gli altri alunni».
Teresa Di Rocco
©RIPRODUZIONE RISERVATA

