Scuola, la mensa riparte a ottobre «Disagi per centinaia di famiglie»

La carenza di personale e le elezioni del 25 settembre hanno fatto slittare la riattivazione del servizio E niente panino da casa per gli alunni. L’opposizione attacca l’amministrazione comunale sui ritardi
CHIETI . La mensa scolastica riparte il 3 ottobre ma è già polemica. Con i genitori che scalpitano per vedere presto riattivato il servizio ancora in mano alla ditta Ladisa (gestore del vecchio appalto), sembra siano state le elezioni politiche del 25 settembre a far slittare al 3 ottobre l’avvio della refezione. E gli alunni non potranno portarsi i panini da casa. È quanto si è deciso ieri durante la commissione mensa che si è svolta al museo Barbella, presieduta dall’assessore alla pubblica istruzione Teresa Giammarino, su delega del sindaco Diego Ferrara. E se i rappresentanti dei genitori pare abbiano capito le motivazioni che hanno portato allo slittamento, la polemica è divampata a livello politico.
«COMUNE IN RITARDO»
A infiammare il dibattito è Serena Pompilio, capogruppo di Azione politica. Siede in commissione mensa in qualità di consigliere di maggioranza, un posto che, sottolinea Giammarino, non le spetta più, visto che la consigliera è stata sì eletta in maggioranza ma poi è passata all’opposizione. «Il Comune è in palese ritardo», attacca Pompilio, «l’ente mette in seria difficoltà le famiglie con genitori che lavorano». Giammarino replica dicendo che la decisione di far slittare la data di partenza del servizio non è del Comune, bensì delle dirigenti scolastiche, che, spiega l’assessore, «vista la data delle elezioni politiche, fissate al 25, si è deciso di soprassedere e rinviare di qualche giorno. D’altronde la mensa riapre laddove c’è il tempo pieno e, con la carenza di docenti e personale scolastico, non è facile per le scuole far ripartire subito il tempo pieno stesso. Abbiamo spiegato le nostre ragioni nella commissione mensa e tutti hanno capito, a partire dai genitori. Solo Pompilio no. Continuando nel suo atteggiamento critico, a questo punto credo per partito preso».
LA DETERMINA
Pompilio però non arretra: «Abbiamo appreso», dice, «che la determina dirigenziale con la Ladisa non ancora è stata sottoscritta per cui solo dopo tale adempimento partiranno i sopralluoghi nelle scuole per verificare gli spazi di refezione dove verranno consumati i pasti che, a seguito del rigore per il Covid, in molte scuole sono stati rimodulati per altri scopi. Non sono state ancora concordate le modalità di somministrazione dei pasti (se monouso o pluriuso) e neanche chi svolgerà la pulizia delle aule di refezione. L’assessore», continua la consigliera comunale, «si è appellata a difficoltà legate alle prossime votazioni del 25 settembre e alle carenze del personale Ata peccato, però, che si voti in tutta Italia e le carenze organiche sono ovunque. Eppure altrove le mense ripartono e non con un mese di ritardo».
IL TAR
E su tutta questa situazione incombe ancora una volta una sentenza del Tar: il tribunale amministrativo dovrebbe esprimersi il 14 ottobre sul ricorso che ha bloccato l’applicazione del nuovo appalto mensa. Intanto i genitori stanno iniziando a utilizzare la nuova app Smart.Pa che permette l’iscrizione al servizio e i pagamenti, sebbene sia ancora possibile utilizzare il vecchio metodo. Al momento, tramite app, sono arrivate oltre 500 iscrizioni.
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