Scuola nuova ai Cappuccini «I fondi ancora non ci sono»

GUARDIAGRELE. Scuola nuova? Il gruppo consiliare “Progetto Per Guardiagrele” rimane perplesso e, per alcuni aspetti, contrariato, nella forma e nella sostanza, riguardo l’annuncio del sindaco,...
GUARDIAGRELE. Scuola nuova? Il gruppo consiliare “Progetto Per Guardiagrele” rimane perplesso e, per alcuni aspetti, contrariato, nella forma e nella sostanza, riguardo l’annuncio del sindaco, Simone Dal Pozzo, sugli oltre 2 milioni di euro della Regione per la scuola di Rione Cappuccini.
«Le espressioni usate dal sindaco lasciano intendere ai cittadini che presto Guardiagrele avrà una struttura adeguata a risolvere il problema sicurezza. Magari fosse così», sostengono i consiglieri comunali Flora Bianco, Sandro Salvi e Donatello Di Prinzio. «Il sindaco parla di scuola nuova, in realtà si tratta del solo corpo 1 dei quattro di cui il plesso dei Cappuccini è formato. Nella delibera di giunta», continuano i tre consiglieri, «la Regione si impegna a trovare i fondi: se questi arrivano, quando arriveranno? Nella stessa delibera non viene indicata una data che sarebbe già un vincolo di garanzia. Se pensiamo che per il micronido, nonostante i fondi fossero già nel cassetto, la data di apertura prevista per settembre 2017, ora è diventata settembre 2018, si ha un’idea della validità degli annunci fatti dagli amministratori comunali. E poi, dove saranno sistemati i quasi 500 alunni mentre si farebbero i lavori? Quanto verrà a costare la demolizione? Il nostro gruppo», proseguono i consiglieri di opposizione, «ribadisce l’idea di un campus con spazi adeguati per una scuola moderna e sicura e che risolverebbe la questione sicurezza e anche tanti altri problemi dell’intera area dei Cappuccini: quello dei parcheggi, di decongestionamento e riqualificazione della zona. Prendere in considerazione la possibilità di usare la somma per mettere la prima pietra di una struttura nuova, risolverebbe anche il problema della sistemazione degli alunni ed eviterebbe che un intervento parziale, ma di una certa consistenza economica, allontani ancora di più la realizzazione di una vera scuola per i nostri ragazzi», concludono i tre.
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