Scuola, ultimo giorno e poi le feste «Vogliamo ricominciare nelle aule»

A Lanciano rappresentanti degli studenti in piazza per protestare e chiedere il ritorno in classe «Siamo sempre più isolati e molti di noi abbandonano». Il sindaco: «La Dad è una scelta estrema»
LANCIANO. Camerette e salotti trasformati in aule. Pc, tablet e cellulari. Giga e connessioni. Classroom, Zoom e Meet. Occhi rossi, solitudine, ansia e voglia di riabbracciare i compagni di classe. Sono luoghi, parole ed emozioni della didattica a distanza (Dad), che alunni, studenti, genitori e insegnanti sperano possa finire al più presto. Un mondo “surrogato” della scuola, come la definisce il sindaco Mario Pupillo con cui gli alunni, dai più piccoli degli asili ai più grandi delle superiori (e dell’università) convivono da un anno.
Dallo scoppio della pandemia le scuole si sono vuotate. Aule strette e piene di studenti che si è cercato di ampliare e “sfoltire”, spazi ridisegnati per evitare contagi non sono bastati. A soffrire di più gli studenti delle superiori: da settembre ad oggi sono andati a scuola in presenza due mesi. E sono anche scesi in piazza per protestare e chiedere di tornare in classe. «Basta con la dad», dice Tommaso M., del liceo classico di Lanciano in piazza assieme ad altri ragazzi degli istituti superiori della città, «vogliamo una scuola in presenza ma che sia sicura. Noi delle superiori quest’anno siano stati in aula al massimo due mesi. La politica continua a chiudere le scuole e a chiudere il nostro mondo invece di farci rientrare in sicurezza con trasporti adeguati, evitando le classi pollaio. La scuola non è solo nozioni. Siamo sempre più isolati e molti abbandonano gli studi».
A mancare è il contatto e il confronto con i compagni di classe, gli insegnanti. «Ci sono cose della scuola impossibili da replicare in dad», dicono alcuni alunni delle medie, «le risate, le discussioni, il chiacchierare spensierato alla ricreazione». «Noi di terza le medie le abbiamo viste da un pc», fanno notare degli alunni, «speriamo di poter frequentare questi ultimi due mesi».
Non va meglio alle elementari, con i bimbi costretti a rimanere attaccati allo schermo del pc, da cui i genitori di solito li staccano, per le lezioni la mattina e i compiti il pomeriggio vivendo momenti di ansia, stress, paura e malinconia. «La dad è un surrogato della scuola», dice il sindaco Pupillo, «è una scelta estrema che si fa per un breve periodo. La scuola in presenza è fondamentale, è un mondo che va oltre le nozioni: è socialità, è crescita per i ragazzi a livello intellettivo, sociale e psicologico. Quando abbiamo dovuto chiudere le scuole per i contagi, lo abbiamo fatto con grande sofferenza perché capiamo i sacrifici dei ragazzi ma anche quelli delle famiglie». Oggi ultimo giorno di “scuola” prima delle vacanze di Pasqua e la speranza è di ritornare il 7 aprile in classe.
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