Scuole a pezzi: «Controlli negli edifici a rischio»

25 Agosto 2018

Comitati e associazioni di genitori lanciano l’appello a Comune e Provincia «Ad appena 15 giorni dalla riapertura, il panorama in città non è migliorato»

CHIETI. A 15 giorni dalla riapertura delle scuole scatta l’allarme dell’associazione Assai (Associazione scuole sicure Abruzzo Italia) e del comitato Scuole sicure Chieti sullo stato dei plessi scolastici.
«Un’altra estate è passata e con i nostri bambini e ragazzi pensiamo ai libri, agli zaini, al diario, al grembiule e a tutte quelle cose necessarie per incominciare un anno al meglio», scrive Katia Leone del comitato Scuole sicure Chieti. «Un nuovo anno, una nuova avventura e tante nuove cose da imparare per i nostri figli. Tanto ottimismo da parte di noi genitori. Ma poi l’ottimismo si scontra con la realtà e la realtà non ci piace, non ci piace per niente. Ripensiamo allo stato della maggior parte delle scuole e al fatto che nulla sembra cambiare».
Dai bassissimi indici di vulnerabilità sismica che hanno molte scuole teatine (tra cui la più grande in assoluto, l’istituto superiore Luigi di Savoia che si ritrova il peggior indice possibile), al crollo di parte di un solaio nella sede del liceo artistico di via d’Aragona, alle infiltrazioni d’acqua in molti plessi, come quelli del Villaggio Celdit allo Scalo e delle Corradi in via Arenazze: le criticità nel panorama dei plessi scolastici teatini sono tanti e sembrano essere rimasti tali, come notano il comitato e l’associazione Assai. L’estate, cioè, non è servita a migliorare le condizioni delle scuole teatine.
«Pensiamo agli edifici che non sono a norma siano troppi, decisamente troppi», continuano il comitato Scuole sicure e l’Assai. «Scuole che non sono antisismiche e che spesso non hanno le scale di emergenza e sulle quali non sono state fatte le obbligatorie verifiche di vulnerabilità. E quando le verifiche ci sono, spesso non sono state adeguate. Ripensiamo allo stato della maggior parte delle scuole e al fatto che nulla sembra cambiare. Ci tornano in mente le immagini di San Giuliano, 2002, e poi quelle dell’Aquila, 2009, e ancora quelle del 2017 e del 2018».
La richiesta che il comitato e l’associazione Assai fanno a Comune e Provincia è quella di «mettere la sicurezza nelle scuole tra le loro priorità. Vi chiediamo di fare tutto ciò che è possibile per adempiere alla normativa vigente e di ascoltare le richieste di molti dirigenti scolastici di interventi per rendere le scuole più sicure. Crediamo che sia un nostro diritto ma anche un dovere di noi genitori verso i nostri figli. Parliamo della sicurezza di ciò che abbiamo di più caro al mondo, i nostri figli. Quindi, ci vogliamo credere. Vogliamo credere che cambiare si può, che si può invertire la rotta e che le scuole sicure possono essere una realtà. Per questo», concludono il comitato e l’associazione, «non ci stancheremo di chiedere e andremo avanti fino a quando il nostro sogno diventerà realtà». (a.i.)
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