Scuole chiuse, è scontro tra Di Primio e Ferrara
Scoppia la polemica via Facebook, l’ex sindaco attacca: non sa prendere decisioni Il primo cittadino replica: prima mi prometteva aiuto e adesso fa critiche inutili
CHIETI. Potrebbe essere un reality show: sindaci contro, l’orgoglio teatino. Uno accusa e l’altro risponde, poi, si riparte: è scontro aperto tra l’ex sindaco Umberto Di Primio, avvocato di 52 anni, e il successore Diego Ferrara, medico 66enne. Una polemica sull’emergenza Covid, con il pubblico di Facebook diviso in fazioni opposte tra “diprimiani” e “ferraresi” pronto a decretare vincitore ed eliminato con i tasti like.
Il primo ad attaccare briga (virtuale) è Di Primio: «Quando si dice che uno è deciso...», così scrive l’ex primo cittadino, 10 anni al comando e altri 15 da protagonista del Comune, in merito alla decisione di Ferrara, venerdì scorso, di chiudere improvvisamente tutte le scuole fino al 27 febbraio. Fino al giorno prima, in un’intervista al Centro, Ferrara aveva detto che avrebbe tenuto le scuole aperte fino a indicazioni diverse di Asl e Prefettura. Indicazioni diverse che sono arrivate proprio venerdì a causa di un’esplosione dei contagi in città: 79 in un giorno a fronte di una media di una quarantina. Ferrara così sospende l’attività in asili e scuole elementari e medie. E Di Primio attacca: «Stamattina scuole aperte, all’ora di pranzo scuole chiuse. Sarebbe importante conoscere le ragioni che hanno indotto il sindaco a cambiare idea in così poco tempo. Cosa è successo in queste ore?». Il post di Di Primio ha il successo di una settantina di mi piace e stimola la reazione di Ferrara che scrive un commento da oltre 200 like: «Non mi sembra bello polemizzare in un momento storico, sociale, sanitario che lui stesso ha conosciuto nei primi mesi della pandemia dove l’incertezza e la modificazione repentina delle situazioni possono determinare, in chi deve prendere decisioni importanti per la collettività, inevitabili cambi di direzione. È forse colpa mia se fino a ieri avevamo una media di 20 malati al giorno e oggi ne abbiamo avuti 49 più 30 detenuti del nostro carcere che avrebbero potuto infettare le guardie e i visitatori»? Chiedo all’avvocato Umberto cosa avrebbe fatto lui al mio posto: l’ordinanza di chiusura l’avrebbe fatta prima, dopo o per niente?». Poi la stoccata: «Mi dispiace che l’ex sindaco non mantenga la promessa che mi aveva fatto nel momento del mio insediamento e cioè che se avessi avuto bisogno di un consiglio avrei potuto chiamarlo. Non mi aspettavo queste critiche e questa acrimonia e me ne dispiaccio. Me ne farò una ragione».
Di Primio ci pensa su e il giorno dopo risponde raccogliendo 150 like: «Scusate, non sarò breve», premette all’inizio delle sue 52 righe, «non ci sto a passare per il cattivo». E via: «Caro Ferrara, non fare come Conte che si nascondeva dietro la pandemia. L’atteggiamento vittimistico del Calimero piccolo e nero non può durare per sempre. Sei il sindaco». Di Primio rilancia: «Non ti ho mai attaccato dicendoti che hai assunto i tuoi parenti nello staff o che ti sei aumentato lo stipendio, né ho mai parlato del tuo studio medico, ma mi sono limitato ad annotare i grossolani errori della tua amministrazione». Di Primio cita i manifesti da film comparsi sui muri: «Non puoi chiedere aiuto e tappezzare la città con manifesti che mi danno del bugiardo e m’accusano di aver fatto debiti, quando sai non essere così». L’ex sindaco difende i lavori ideati durante il suo mandato e dice che Ferrara ha trovato «tutto apparecchiato»: «Il mercato ristrutturato, San Giustino, il raddoppio del parcheggio di via Gran Sasso, la nuova scala mobile, la pista ciclabile, il rondò di Brecciarola sono le cose che abbiamo lasciato alla città ed è giusto che voi le facciate».

