Scuole, l’allarme della Cgil: mancano docenti e bidelli

4 Settembre 2021

I rappresentanti del sindacato: «Organici insufficienti e fondi troppo ridotti Ritardi anche per il trasporto pubblico, rischio assembramenti sugli autobus»

CHIETI. Organici insufficienti, sia per quanto riguarda i docenti che il personale tecnico e amministrativo, organizzazione dei trasporti scolastici al palo e fondi troppo ridotti e, per di più, arrivati in ritardo. A dieci giorni dalla riapertura delle scuole, la Flc Cgil lancia l’allarme sulla ripartenza. E lo fa avanzando anche una serie di proposte per migliorare un sistema che, a detta del sindacato, presenta troppe falle e lacune.
Nella sede di via Salomone ieri mattina il segretario interregionale Abruzzo e Molise, Pino La Fratta, quello provinciale, Sergio Sorella, e Antonio Lagatta e Amerigo Orlando del sindacato provinciale, hanno enunciato dati e cifre che destano preoccupazione. A partire dagli organici: «Se è vero che per far fronte all’emergenza Covid il contingente numerico è rimasto lo stesso nonostante il calo degli studenti», hanno detto La Fratta e Sorella, «è ugualmente vero che il numero non è ancora sufficiente». Sono circa 5.300 gli insegnanti presenti nelle 58 scuole della provincia teatina, troppo pochi per il sindacato. La Flc Cgil propone di rendere strutturale, e non legato alla pandemia, il cosiddetto «contingente organico aggiuntivo», vale a dire il personale chiamato per far fronte al Covid, e chiede procedure di reclutamento chiare e rapide per la copertura di tutti i posti che anche quest’anno saranno affidati ai precari.
Sul fronte del precariato, che secondo il sindacato ammonta al 25% di tutto il personale scolastico provinciale (docenti e dipendenti Ata), l’organizzazione scolastica ha fatto segnare «un fallimento proprio nelle procedure di reclutamento, visto che non si è riusciti a coprire con contratti a tempo indeterminato i posti disponibili e rimasti vacanti per l’assenza di graduatorie specifiche». Poi c’è il problema dei trasporti: «Si utilizzerà lo stesso criterio dell’anno scorso», dicono La Fratta e Sorella, «quando la scuola non era in presenza per tutti. Allora era stimata una quota del 50% di riempimento dei bus, adesso si prevede una quota dell’80%. Per noi su questo fronte si doveva fare assolutamente di più. E c’è anche il tema dei controllori, perché si possano evitare quelle scene di assembramenti sugli autobus a cui abbiamo assistito nello scorso anno scolastico. Ci hanno detto che questi problemi sono oggetto di valutazione. Obiettiamo sul fatto che la valutazione viene fatta ora, quando doveva essere conclusa mesi fa».
In ritardo, secondo il sindacato, anche l’arrivo dei fondi per affrontare l’emergenza Covid. Alla provincia teatina spettano 2.250.000 euro, «che stanno arrivando in questi giorni. Troppo tardi e troppo poco. A conti fatti, alle 58 istituzioni scolastiche della provincia spetterebbero solo 40mila euro per portare a termine una serie di dettagliati adempimenti. Le risorse arrivate in ritardo, inoltre», concludono La Fratta e Sorella, «non sono accompagnate da misure fondamentali: quali la riduzioni del numero di alunni per classe, l’aumento degli organici e del tempo scuola tagliato nel 2008». (a.i.)
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