Scuole, quasi 700 alunni in meno L’allarme: «Iscrizioni in picchiata»

CHIETI. Calano i residenti della provincia teatina e scende il numero degli studenti. Tanto che si prevede una drastica riduzione di istituti scolastici: secondo le stime della Cgil, la provincia di...
CHIETI. Calano i residenti della provincia teatina e scende il numero degli studenti. Tanto che si prevede una drastica riduzione di istituti scolastici: secondo le stime della Cgil, la provincia di Chieti potrà perdere una decina di scuole in 10 anni. E non è colpa del solo “inverno demografico”. Per il sindacato all’origine del pesante taglio ci sono precise scelte governative.
«Il ministero dell’Istruzione», dicono il segretario provinciale della Cgil e quello della Flc Cgil, Francesco Spina e Antonio Lagatta, «si avvia a ridurre il numero dei dirigenti scolastici nella nostra regione. Invece di applicare quanto previsto in merito nel Pnrr, questo governo a pochi mesi dall’insediamento si è affrettato ad approvare una legge di bilancio 2023 che ridurrà in pochi anni il numero degli oltre 8.000 istituti su tutto il territorio nazionale a circa 7.000. In Abruzzo il numero dei presidi scenderebbe da 190 a 174 in 3 anni, con conseguente riorganizzazione degli istituti scolastici». In base a questi numeri, il sindacato calcola che nell’arco di un decennio la provincia teatina potrebbe perdere una decina di istituti scolastici. La stima è fatta partendo dal fatto che già il prossimo anno scolastico vedrà un netto calo di alunni: le iscrizioni per il 2023/24 certificano che la popolazione scolastica provinciale diminuisce di 690 alunni dal 1° settembre prossimo.
Una tendenza, quella alla contrazione degli iscritti, che si è resa evidente negli ultimi anni: «Nel nostro territorio», dicono Spina e Lagatta, «nascevano oltre nove bambini al giorno della cosiddetta Generazione Z (nel periodo 1997–2012 mediamente 3.200 nati all’anno), mentre sono appena 7 al giorno i nuovi nati della Generazione Alpha (nel periodo 2012–2023 circa 2.500 nati all’anno)». In base a questi numeri, il sindacato ritiene che il sistema scolastico della provincia di Chieti sia destinato a perdere dai 700 ai 900 alunni all’anno almeno fino all’anno scolastico 2031/32, quando i ragazzi e le ragazze che frequenteranno le scuole della provincia saranno appena 41mila, circa 10mila in meno rispetto al periodo pre-Covid quando gli studenti erano oltre 50mila.
«In termini di popolazione scolastica», rimarcano Spina e Lagatta, «si perde l’equivalente di una scuola ogni anno». Il sindacato chiede agli enti locali di opporsi alle nuove politiche governative che sanciscono i nuovi tagli: «In un momento nel quale istruzione e formazione dovrebbero rivelarsi i temi sui quali investire di più», dicono i due segretari provinciali, «ci si trova di fronte a una decisione che colpisce ancora una volta le aree più deboli del paese. La presenza di un dirigente non è un fatto accessorio soprattutto nelle aree interne dove, a causa dello spopolamento, le scuole hanno classi e pluriclassi poco numerose, ma presidio essenziale per il diritto all’istruzione. La Flc e la Cgil Chieti continueranno nelle iniziative territoriali, chiedendo anche alle istituzioni locali e regionali di prendere iniziative in difesa dei cittadini e dei diritti fondamentali della persona, far sentire la propria voce a livello di conferenza stato regioni e difendere il proprio territorio».
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