«Scuole senza mensa, 40 lavoratori a rischio»

CHIETI. «Eravamo tutti pronti ad affrontare un nuovo anno scolastico insieme. Ma nelle scuole non ci sarà il servizio mensa»: è quanto si legge nella comunicazione, riservata, arrivata alla...
CHIETI. «Eravamo tutti pronti ad affrontare un nuovo anno scolastico insieme. Ma nelle scuole non ci sarà il servizio mensa»: è quanto si legge nella comunicazione, riservata, arrivata alla quarantina di dipendenti della Ladisa che negli ultimi anni ha gestito il servizio a Chieti. Così, mentre il Comune continua a ripetere alle mamme in protesta che si troverà un’alternativa, la ditta congeda i lavoratori, ringraziandoli per quanto fatto finora. Di fronte a questa comunicazione, si mobilita subito il sindacato. La Uiltucs, con il sindacalista Ernesto Magnifico, chiede un incontro urgente al sindaco Diego Ferrara: «Facciamo presente», scrive nella lettera indirizzata al sindaco, «che sull’appalto sono impegnati circa 40 lavoratori che sono a oggi in grande sofferenza, poiché i loro contratti di assunzione prevedono la sospensione estiva, collegata alla chiusura della scuola, della quale ne consegue per tutti, l’assenza di retribuzione da giugno che, unita alla non possibilità di usufruire di ammortizzatori sociali, farà rimanere gli stessi senza lavorare e senza alcun sostegno finché non verrà riattivato servizio. Qualora invece la scelta della Ladisa sia quella del licenziamento, gli stessi potranno godere della Naspi ma per questa interruzione del rapporto di lavoro non avranno più diritto alla riassunzione quando il servizio ripartirà».
Di fronte alla rabbia delle mamme in protesta, il Comune – e più precisamente il vicesindaco Paolo De Cesare, gli assessori Chiara Zappalorto, Mara Maretti, Manuel Pantalone e la consigliera Gabriella Ianiro, firmatari della nota ufficiale da cui è stranamente assente l’assessore all’istruzione Teresa Giammarino – due giorni fa aveva parlato della ricerca di un’alternativa insieme alle presidi degli istituti comprensivi.
Di questa alternativa al momento non si sa però nulla. E c’è chi pensa che il servizio non ripartirà per l’intero anno scolastico: «Non credo ce la faranno», dice il capogruppo di Forza Chieti Maurizio Costa, «ora annullano la gara e quindi devono prima di tutto fare il bilancio stabilmente riequilibrato, che sarà pronto forse per novembre, ma poi bisogna attendere il via libera del ministero e riprendere l’iter per affidare il servizio. Io lo avevo detto fin da subito, tre anni fa, che si doveva revocare l’appalto, mentre loro sono costretti a farlo ora, senza un piano B, perché la società ha rinunciato a portare avanti il servizio ai costi del 2020». La capogruppo di Azione politica Serena Pompilio chiede conto anche dei 110mila euro della variazione di bilancio della settimana scorsa, reperiti proprio per far ripartire la mensa. Poi punta il dito contro l’assessore Giammarino: «Deve dar conto alle famiglie dell’immobilismo e della “idea” di revocare l’appalto dopo due anni e mezzo di cause. Il 2 di ottobre il Comune ha ufficialmente sospeso il servizio mensa e non ha avuto il coraggio di dire la verità alle famiglie prospettando soluzioni poco praticabili».
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