Scuole, solo 8 su 34 sono davvero sicure

Ecco l’elenco degli istituti gestiti dal Comune sottoposti ai lavori di adeguamento sismico, per gli altri mancano i soldi
CHIETI. Si fa presto a dire scuole sicure. In realtà la mappa della sicurezza delle materne, elementari e medie, dei nidi e delle palestre di proprietà del Comune, è molto complessa. La nostra inchiesta sulla prevenzione in città, dopo il terremoto che ha devastato Amatrice e gli altri borghi, parte da una domanda: quali sono le scuole sottoposte a lavori di adeguamento sismico? Cioè quanti edifici, che già oggi accoglieranno i bimbi (ci riferiamo ai nidi), hanno la patente della sicurezza? Rispondiamo con le carte alla mano: su 34 edifici solo 8 sono in regola perché adeguati dal punto di vista sismico con lavori costosi che, in alcuni casi (la Cesarii ad esempio), sono costati due milioni di euro. Ciò non vuol dire – lo chiariamo subito – che gli altri edifici, non ancora adeguati, siano pericolosi. Questo va sottolineato per non innescare allarmismi tra i genitori di migliaia di bambini. Così come va scritto che il Comune di Chieti è stato tra primi in Italia a disegnare una vera mappa del rischio, non solo degli edifici scolastici, eseguendo una “verifica di vulnerabilità sismica” e inviando le relative schede alla Regione per ottenere fondi. Apprendiamo però che gli studi di vulnerabilità, cominciati prima del terremoto dell’Aquila dal settore Lavori pubblici, sono costati al Comune una discreta somma: 850mila euro attinti dalle proprie casse, a cui si sono comunque aggiunti i finanziamenti regionali. Ciascuna di quelle schede, che in base alle carte che pubblichiamo sono riferite a 18 edifici scolastici testati sui 34 totali, sono costate dai 15 ai 20mila euro. Lo studio sulla vulnerabilità, peraltro, ha imposto la chiusura delle scuole Nolli e delle Vicentini, dopo il sisma del 2009. Occorre fare anche un’altra distinzione tra “adeguamento” e “miglioramento” sismico: solo il primo comporta lavori sostanziali eseguiti a Chieti alla Cesarii (è stata la prima scuola a mettersi in regola), alla materna e alle elementari di Brecciarola (in cui sono ricomparse crepe definite dai tecnici non preoccupanti), alle materne del Tricalle, di via Pescara e di Santa Barbara, e ai nidi di via Amiterno e Madonna delle Piane. Mancano all’appello quindi gli altri due nidi di via Arenazze e viale Amendola, non ancora sottoposti ad adeguamento sismico. Sono in regola, invece, le palestre della Cesarii, di via Pescara e della scuola media Modesto Della Porta. Per esclusione si possono dedurre tutte le altre scuole provviste di “patente della sicurezza”. Ma lavori in corso per miglioramento sismico riguardano la materna e l’elementare di Madonna del Freddo, dove si apre il problema del trasferimento degli alunni, e la media Celdit. In via Lanciano (materna ed elementare) messa in sicurezza con un finanziamento di 700mila euro, mentre la De Lollis, che ha accolto i bambini delle Nolli, è sottoposta a messa in sicurezza e riduzione della vulnerablità con fondi attinti dai finanziamenti di “Scuole Sicure”. Lavori di messa in sicurezza riguardano anche Sant’Andrea e la Corradi. Ma alla volontà di mettere tutto in regola si oppone un ostacolo insormontabile: non c’è più alcuna certezza dei fondi. Esauriti quelli regionali, sfruttati anche gli altri, come i Pisu, il Comune non ha risorse proprie per completare la mappa della sicurezza ora che ha sforato il patto di stabilità. Dove troverà i 270mila euro per la materna di via Amiterno? Si fa presto a dire scuole sicure, ma non è così.

