Scutti prosciolto dall’estorsione

Il presidente Sasi e le minacce ai lavoratori. Il giudice: «Il fatto non sussiste»

LANCIANO. «Il fatto non sussiste». Nessuna presunta estorsione, e nessun processo: il presidente della Sasi, Domenico Scutti, è stato prosciolto da ogni accusa. Il giudice Flavia Grilli, in sede di udienza preliminare, ha infatti sentenziato il “non luogo a procedere perché il fatto non sussiste” nei confronti di Scutti, accusato di estorsione aggravata.

Per l’accusa Scutti, “in quanto presidente della Sasi, al fine di procurarsi un ingiusto profitto, con minaccia consistita nel prospettare a quattro lavoratori, che avevano contratti a termine, che avrebbero ottenuto il rinnovo a condizione che avessero desistito dall’azione intrapresa per ottenere la stabilizzazione del rapporto lavorativo, compiva atti diretti in modo non equivoco a costringere i lavoratori a rinunciare a far valere i propri diritti, non riuscendo nell’intento per il fermo rifiuto delle vittime. Con le aggravanti dell’aver commesso il fatto con abuso dei poteri inerenti un pubblico servizio”.

I fatti contestati dai lavoratori, rappresentati dall’avvocato Sandro Mammarella, si sarebbero verificati il 14 febbraio 2011 durante una riunione con il presidente della Sasi. I lavoratori si sono anche costituiti parte civile chiedendo un risarcimento dei danni per 150 mila euro. Il giudice ha però respinto la richiesta di rinvio a giudizio, di conseguenza anche quella della parte civile. Scutti era difeso dall’avvocato Gianfranco Di Iorio. Mammarella ha annunciato ricorso in Cassazione. (t.d.r.)

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