Scutti rinviato a giudizio per i depuratori in tilt
Il presidente della Sasi e quello di Ecoesse accusati di reati ambientali e danni Fino al 10 settembre i lavori per mettere a norma le strutture. Investimenti al via
LANCIANO. Uno schiaffo e una carezza. Da un lato il procuratore Francesco Menditto, che chiudendo l’inchiesta sui depuratori mal funzionanti nel Frentano che ha portato al sequestro di 12 impianti, rinvia a giudizio per reati ambientali il presidente della Sasi, Domenico Scutti, e quello della Ecoesse, Alfiero Marcotullio, di Pescara, che gestiva gli impianti sequestrati di Quadri, Atessa e Bomba. Dall’altro lato lo stesso procuratore che concede a Scutti la proroga fino al 10 settembre per mettere a norma i depuratori. Il presidente Sasi, da parte sua, si dice tranquillo, impegnato a lavorare sulla sistemazione delle rete idrica e la depurazione, sull’avvio delle gare per una decina di progetti di ammodernamento delle strutture che interesseranno una quindicina di Comuni con i fondi Fas: 18 milioni di euro erogati dopo anni dalla Regione.
IL RINVIO A GIUDIZIO. «Più che del rinvio a giudizio mi preoccupo di ultimare la sistemazione dei depuratori sui quali lavoriamo da tempo». Così Domenico Scutti commenta la richiesta della Procura di processarlo assieme a Marcotullio, rappresentante della Ecoesse che ha gestito gli impianti di Quadri, Atessa e Bomba dal 2010 al 2013. Impianti che sono oggetto di sequestro, dal 28 aprile, assieme a quelli di Santa Liberata, Cerratina e Villa Martelli a Lanciano, di Treglio, di Vallevò e del Cavalluccio a Rocca San Giovanni. I due rispondono di reati ambientali, inquinamento, danneggiamento acque. Quando furono sequestrati i depuratori si parlava di “impianti sottodimensionati, mal funzionanti,alcuni inattivi”. Strutture non controllate in “condizioni di inadeguatezza ed inefficienza che scaricavano nei fiumi Feltrino, Sangro, Osento e in mare reflui con sostanze inquinanti”. «Sappiamo quali sono le accuse mosse», dice Scutti, «ma anche i lavori che in questi anni sono stati fatti per molti impianti e non considerati. Ad esempio a Santa Liberata ci hanno contestato la presenza di un carrello pieno di fanghi. È stato trovato nel 2013, ma da allora ovviamente è stato rimosso. Ma è rimasta l’accusa. Ad ogni modo nell’impianto abbiamo fatto altri due interventi migliorativi proprio per la pulizia dei fanghi che illustreremo alla Procura nella prima relazione che dobbiamo consegnare entro il 5 agosto. La seconda relazione ci sarà il 5 settembre e indicheremo anche i lavori di messa a norma fatti a Quadri per 50mila euro. Per altri impianti non servono lavori ma autorizzazioni dalla Provincia». Scutti evidenzia poi che la situazione catastrofica dei depuratori l’ha ereditata. «Nell’agosto 2011, a 8 mesi dal mio insediamento, avevo mandato una lettera ad Ato, Regione e Provincia in cui dicevo che buona parte dei depuratori non era strutturalmente in grado di soddisfare le esigenze. Nessuno ha risposto. Abbiamo comunque iniziato i lavori che ci hanno portato anche soddisfazioni».
L’ISPEZIONE DEL NOE. Il riferimento è alla relazione del Nucleo operativo ecologico (Noe) dei carabinieri di Pescara che, a sorpresa, ha fatto dei controlli alcuni giorni fa sulle stazioni di pompaggio delle fognature a mare, trovate in regola. «Sono sistemi che abbiamo su tutto il litorale», spiega Scutti, «per spingere le acque reflue delle zone pianeggianti verso i depuratori. Il Noe ha ravvisato sistemi di sicurezza molto elevati. Abbiamo doppie pompe, in caso una si bloccasse, sistema informatico di allarme, doppie vasche di protezione». Ma ci sono scarichi che sfuggono ai controlli. Sono quelli abusivi. Ce ne sono lungo il Feltrino. «Che nessuno controlla», si lascia sfuggire Scutti. Servono comunque interventi che si possono fare visto che sono arrivati i fondi Fas: 18 milioni.
GLI INVESTIMENTI. Scutti assicura che con l’arrivo dei fondi si metteranno subito a bando 10 grossi lavori su rete e depuratori che interesseranno 15 comuni. Ad esempio sarà ampliato il depuratore di Fossacesia (1.627.000 euro) e quello di Mozzagrogna (2.358.000 euro) che accoglierà anche le acque reflue di Santa Maria Imbaro, si realizzeranno depuratori dove mancano e altri saranno messi a norma. In più partiranno i lavori a Santa Croce per il nuovo depuratore di Lanciano che alleggerirà la pressione su Santa Liberata. Ma fondi ci sono anche per la rete idrica. «Serviranno soprattutto per il Vastese», conclude Scutti, «nel Frentano non ci sono problemi, ma nel Vastese le criticità sono notevoli».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

