«Se hai un amante ti uccido a martellate»

14 Gennaio 2017

Dopo 5 anni di vessazioni finisce in carcere un 49enne di un paese frentano Temeva il tradimento ed era pronto ad ammazzare se lo avesse scoperto

LANCIANO. «Ho un martello in auto, se ti scopro con l’amante ti uccido». È una delle terribili minacce che un marito accecato dalla gelosia ha rivolto alla sua ex moglie. L’uomo, G.R., 49 anni di un paese frentano, è ora in carcere con l’accusa di maltrattamenti e atti persecutori nei confronti della ex, una donna 36enne. Accecato dalla gelosia, dal timore di essere tradito, il 49enne ha reso per cinque anni la vita della donna un inferno.

Era un amore violento, il suo, che lo ha divorato fino a fargli perdere il lume della ragione e perfino ad armarlo visto che in auto, stando alle indagini condotte dalla polizia e coordinate dal procuratore Rosaria Vecchi, aveva un martello con cui colpire la moglie fedifraga, almeno a suo dire. A denunciare i fatti è stata la donna, alcuni mesi fa. Si è rivolta alla Procura che ha affidato le indagini agli agenti del commissariato di Lanciano. L’ascolto dei testi, anche di uno dei due figli minori della coppia, sentito in ambiente protetto, hanno fatto emergere che dal 2011 al 2016 la donna sarebbe stata sottoposta a continue vessazioni fisiche e psicologiche, ingiurie e minacce di morte. L’uomo era arrivato anche a dirle che uno dei figli non era il suo. Dubitava dell’effettiva paternità di uno dei bambini, sempre perché sospettava che lei lo tradisse. Anni di aggressioni, quindi, di minacce fatte anche davanti agli occhi atterriti dei figli. E poi quella minaccia di morte pronunciata ricordando alla poveretta che in auto aveva a disposizione un martello. «Era nel cofano, pronto ad essere usato contro la moglie se l’avesse scoperta in compagnia del presunto amante», sottolinea la Procura negli atti dell’inchiesta.

Poi il 49enne ha iniziato a perseguitare la donna in maniera sempre più asfissiante e perfino a pedinarla quando, nel luglio del 2016, ha avviato le pratiche per la separazione coniugale. Oltre alle molestie, alle minacce telefoniche e agli sms, l’uomo avrebbe iniziato a seguirla nei suoi spostamenti. Per la vittima era diventato un incubo senza fine. L’ansia e il timore che l’uomo potesse aggredirla la stavano consumando e l’hanno portata a cambiare abitudini di vita, tanto più che negli ultimi mesi si sono susseguite aggressioni continue, in tutto il paese, da parte di ex fidanzati o mariti violenti. Poi è arrivato l’arresto. La richiesta della misura cautelare della custodia in carcere fatta dalla Procura è stata accolta dal giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa. La richiesta del carcere è stata accolta alla luce dei fatti «di estrema gravità riscontrati», scrive il giudice, «dispiegati in un ampio periodo, sia perché il delitto era ancora in corso permanendo la situazione di pericolo per la parte offesa, vista l’intesa aggressività dell’indagato». Questa mattina, alla presenza dell’avvocato Antonio Tenaglia del foro di Chieti G.R. sarà ascoltato dal giudice nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Il legale, che conosce bene l’uomo seguendo anche la separazione, ritiene che i fatti e gli atti riportati dall’accusa siano molto forti, ma fa notare che erano tutti volti ad attirare l’attenzione della donna, mostravano il disagio dell'uomo di vivere in una famiglia in cui si sentiva quasi escluso.

Insomma era esasperato dai comportamenti della donna a cui non avrebbe mai fatto del male. Toccherà ai magistrati far luce sulla vicenda.

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