«Se mi lasci t’ammazzo»: chiesto il processo

Un 40enne è accusato di maltrattamenti, violenza sessuale ed estorsione verso la ex convivente
CHIETI. «Se mi lasci, ammazzo te e i tuoi figli». È una delle minacce con cui un quarantenne teatino terrorizzava la compagna di quasi 11 anni più grande. Il sostituto procuratore Lucia Anna Campo (ieri in aula c’era il pm Marika Ponziani) ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio: la decisione del giudice Luca De Ninis è attesa per l’udienza fissata al 10 ottobre. Le accuse sono pesantissime: maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale continuata ed estorsione. Quella arrivata davanti al tribunale di Chieti è una storia di intimidazioni, ricatti e abusi andati avanti fino al settembre 2021. La 50enne, assistita dall’avvocato Manuela D’Arcangelo, si è costituita parte civile e chiede il risarcimento dei danni. L’imputato, difeso dall’avvocato Stefano Sassano, nega ogni accusa. Ma, secondo la procura, il 40enne è arrivato a pedinare la vittima, vietandole di frequentare anche i suoi amici, da cui si è dovuta ben presto allontanare. L’uomo non la lasciava sola neppure durante le ore di apertura del negozio di lei, la seguiva in quella che era diventata l’unica uscita concessa, una passeggiata da sola. E ancora: l’uomo, con immotivati scatti d’ira durante i quali alzava la voce, intimidiva la compagna dicendole che conosceva degli zingari e che aveva una pistola con cui avrebbe ucciso lei e i figli se lo avesse lasciato. L’imputato ha minacciato di morte la donna in altre due circostanze e l’ha obbligata ad avere rapporti sessuali. La casa in cui la coppia conviveva era diventata teatro di sopraffazioni. Come quando, mentre lei era impegnata a piegare i panni in camera da letto, lui è entrato con prepotenza nella stanza, chiudendo poi la porta a chiave, prendendola dai polsi, spingendola sul letto e costringendola ad avere un altro rapporto sessuale. Inutili le suppliche della donna che gli chiedeva di fermarsi.
Abusi di ogni tipo, dunque, ai quali, secondo l’accusa, si è aggiunta anche un’estorsione. L’uomo avrebbe infatti ricattato la 50enne chiedendole dei soldi, per la precisione 21mila euro, necessari, a detta dell’imputato, per acquistare un terreno da coltivare. Poi, la solita minaccia: «Se non mi dai il denaro, ti ammazzo». Parole accompagnate ancora una volta dal riferimento alla conoscenza di zingari, ai quali si sarebbe rivolto qualora la donna non avesse seguito le indicazioni. Fatto sta che lei aveva già provveduto a prelevare 13mila euro dal suo conto corrente.
Le indagini dei poliziotti della squadra mobile sono scattate dopo la denuncia presentata dalla vittima. Gli investigatori hanno ricostruito il quadro ascoltando testimoni e acquisendo una serie di messaggi telefonici che, sempre secondo la procura, dimostrano la fondatezza delle accuse. (e.g.)
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