«Se parlo quelli mi fanno fuori»

19 Gennaio 2018

Interrogato in carcere l’albanese che nascondeva 30 chili di marijuana

CHIETI. Vuole parlare ma non può. Il ventinovenne albanese Usuf Metushi, in carcere per detenzione e spaccio di droga, ha incontrato ieri pomeriggio nel penitenziario di Madonna del Freddo il giudice Isabella Maria Allieri per l’interrogatorio di garanzia. Ma ha trovato grandissima difficoltà a parlare con il giudice. Sia perché, nonostante risieda da un po’ di tempo nel comune di Bucchianico, non è in grado ancora di padroneggiare perfettamente la lingua italiana. Sia perché, cosa ancora più importante, ha detto che non poteva assolutamente rivelare chi gli aveva dato i trenta chili di marijuana scoperti martedì a casa sua da finanzieri, polizia e squadra cinofila.
«Se parlo mi uccidono». Ha detto tra le poche frasi intellegibili il detenuto, assistito dall’avvocato di fiducia Marco Femminella.
L’uomo ha inoltre detto al giudice che lui non c’entra nulla nel traffico di droga. Che la sostanza è stata portata nella sua abitazione da altre persone e che lui si è limitato a nasconderla e conservarla. Ma non può rivelare chi l’ha portata da lui. Altrimenti metterebbe a rischio la vita non soltanto propria ma anche di tutta la sua famiglia.
È ovvio che, comunque, gli investigatori di polizia e finanza non sono arrivati a casa sua per caso. Si sta lavorando da tempo per cercare di scardinare le maglie della rete di un traffico molto fiorente in zona, sostenuto da un mercato fatto di giovani e studenti che consumano droghe leggere. (a.i.)
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