Seconda diffida del Molino Village
La società chiede la sanatoria al consiglio comunale ma il centrosinistra è diviso
VASTO. Il Molino Village non viene riportato in aula e l’imprenditore invia una seconda diffida intimando l’amministrazione ad inserire il provvedimento all’ordine del giorno dell’assemblea civica. È stanco di aspettare Filippo Molino, titolare della società che ha realizzato l’elegante complesso edilizio di contrada San Tommaso finito sotto processo per la realizzazione di residenze private in una zona classificata D4, ossia destinata ad insediamenti turistici. Il costruttore, in forti difficoltà finanziarie, chiede il cambio di destinazione d’uso per poter sanare le irregolarità urbanistiche contestate dalla magistratura.
Molino ha deciso di sfruttare la ciambella di salvataggio offerta da una legge regionale, la n. 49 del 2012, che consente tale possibilità. Ma, a distanza di un anno da una precedente diffida, la maggioranza di centrosinistra continua a tergiversare e, non avendo trovato la quadratura del cerchio su una vicenda che sta creando forte imbarazzo tra le forze politiche, non dà alcuna risposta all’imprenditore, che si è visto costretto a inoltrare una seconda diffida. Il “cerino”, questa volta è nelle mani del presidente del consiglio comunale, Giuseppe Forte, che ha un mese di tempo (a decorrere dal 15 dicembre) per convocare l’assemblea civica e inserire il punto all’ordine del giorno.
La pratica edilizia era arrivata in aula lo scorso marzo, ma era stata ritirata dal sindaco Luciano Lapenna per motivi di opportunità, da ricondurre alle assenze registrate tra i banchi del centrosinistra. Sul Molino Village la coalizione è in evidente difficoltà: al suo interno ci sono partiti contrari al cambio di destinazione d’uso. A reggere il fronte del no è soprattutto Rifondazione comunista che, insieme a Sel, non ha mai fatto mistero della propria avversione al cambio di destinazione d’uso dell’immobile a suo tempo posto sotto sequestro dalla magistratura. Più possibiliste le posizioni all’interno del Pd e delle altre forze della maggioranza.
Anna Bontempo
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