Sei auto a fuoco, nel 2019 rogo-fotocopia

La coincidenza sospetta: due anni e mezzo fa, sette macchine distrutte dalle fiamme davanti alla stessa palazzina
CHIETI. Sei auto andate a fuoco nello stesso, identico punto in cui, due anni e mezzo fa, un incendio distrusse sette macchine. Saranno le indagini dei carabinieri a dire se si nasconde la mano dell’uomo dietro il rogo che, la scorsa notte, ha seminato il panico in via Baroncini, facendo danni per oltre 50mila euro e annerendo la facciata di una palazzina di sei piani a ridosso del centro storico di Chieti, in zona Madonna degli Angeli. Fermo restando che, almeno al momento, non sono state trovate tracce riconducibili a un evento doloso, risulta complicato credere che due roghi di queste proporzioni si siano sviluppati per cause accidentali, sempre all’altezza del civico 53 e con modalità sovrapponibili. È una coincidenza quantomeno sospetta che gli investigatori del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Chieti stanno approfondendo. Anche perché nello stesso punto, in tempi recenti, sono andati inceneriti pure alcuni cassonetti dell’immondizia.
L’INCENDIO
Verso le 3.30, le fiamme divampano dalla parte posteriore di una Citroen C3 acquistata di recente. È di proprietà di un teatino di 52 anni, dipendente di una ditta di automazioni, alle spalle nessun problema con la giustizia se si esclude una condanna definitiva per «mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice», roba che risale al 2008, quand’era titolare di un’impresa e finì sotto accusa per una vicenda legata ad alcuni beni a lui pignorati. L’utilitaria viene completamente distrutta dal rogo, poi il fuoco si propaga alle due auto parcheggiate accanto, un’Opel Corsa di una 56enne e una Ford Fiesta di un 51enne, anch’esse devastate. Restano danneggiate pure una Fiat Stilo di un altro residente di 51 anni e la Fiat 500 di una 37enne. All’improvviso, la Citroen C3 si sfrena e finisce contro la saracinesca di un garage di fronte. Le fiamme, ormai altissime, hanno un doppio effetto: raggiungono il secondo piano della palazzina e anche la Ford C-Max che si trova nel box, di proprietà di un uomo di 47 anni. Succede tutto in rapida successione, mentre i residenti vengono buttati giù dal letto: i clacson impazziti, le telefonate a raffica al 115, le sirene dei vigili del fuoco del comando provinciale di via Masci, quelle dei carabinieri della sezione radiomobile. I condomini del primo piano si precipitano all’esterno.
I SOCCORSI
La strada è stretta e molte auto sono parcheggiate in divieto di sosta, motivo per cui i pompieri faticano a raggiungere il luogo dell’incendio nonostante la palazzina si trovi a due passi dal centro storico. Il tempestivo intervento dei soccorritori evita guai ancora peggiori, anche perché a pochi metri c’è un’utilitaria con l’impianto a Gpl. Le operazioni di spegnimento e la successiva messa in sicurezza durano un paio d’ore. I vigili del fuoco non trovano tracce di liquido infiammabile, né altri indizi che possano far pensare a un’azione volontaria, ecco perché l’ipotesi iniziale è quella di una probabile causa accidentale, più nello specifico un problema elettrico della Citroen. Ma un aspetto non sfugge agli investigatori: all’altezza del civico 53 e nello stesso parcheggio di fronte al palazzo, nella notte tra il 26 e il 27 settembre del 2019, un incendio partì da una Jeep Renegade e incenerì sei macchine parcheggiate accanto. In quell’occasione, si ipotizzò il cortocircuito.
IL TESTIMONE
Già durante la notte, i carabinieri ascoltano i proprietari delle auto: tutti ripetono la stessa cosa, vale a dire che non hanno nemici e non hanno mai ricevuto minacce. Sono le nove del mattino quando arriva il carroattrezzi per portare via le macchine incenerite. Davanti al condominio, c’è ancora qualche residente. Come Enzo Di Nisio, 87 anni, che vive al secondo piano: «Sono stato svegliato da alcuni rumori sordi», racconta. «All’inizio ho controllato la porta d’ingresso, pensavo che qualcuno volesse entrarmi in casa. Poi ho capito che, in realtà, stavano scoppiando gli pneumatici delle macchine di fronte al palazzo. Una delle stanze che ridà sul parcheggio era tutta rossa, illuminata dal fuoco. Mi sono affacciato dalla finestra e ho notato una delle macchine in fiamme. No, non ho visto gente scappare. Ho preso il cellulare e ho cominciato a fare le riprese. Poi il fuoco si è propagato alle altre auto. A un certo punto, ho visto la macchina iniziare a muoversi e schiantarsi contro il garage». E ora i carabinieri sono a caccia di immagini delle telecamere per risolvere il giallo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

