Sei Medaglie d’onore ai deportati «Così teniamo viva la memoria»

Arriva il riconoscimento della prefettura di Chieti alle famiglie per le vittime della furia nazista Cerimonia davanti alla Pietra d’inciampo del Galiani, il Di Savoia celebra il maresciallo eroe Neviani
CHIETI. Distanze e mascherine, ma nonostante le prescrizioni anti-Covid le celebrazioni della Giornata della memoria per le vittime dell’Olocausto si sono svolte lo stesso. A cominciare dalla consegna della Medaglia d’Onore conferita ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti, per continuare con le iniziative nelle scuole. In particolare, all’Itis Luigi di Savoia c’è stato un progetto che ha visto lavorare la scuola in rete con altre scuole italiane nel ripercorrere vicende con protagonisti Chieti e i suoi cittadini, e al Galiani, unica scuola in Italia che ha una Pietra d’inciampo, c’è stata una cerimonia organizzata dalla sezione teatina dell’Anpi, l’Associazione nazionale dei partigiani.
LA PREFETTURA Il prefetto Armando Forgione non ha rinunciato a dare solennità alla cerimonia di consegna delle Medaglie, pur facendo in modo che le consegne avvenissero in maniera scaglionata nei tempi e senza pubblico. L’onorificenza quest’anno è andata a sei persone tutte decedute. La prima è il teatino Antonio Latini, a ritirare la medaglia, insieme al sindaco Diego Ferrara, è arrivata la nipote Sara Latini. Poi ci sono i faresi Luigi Di Federico, con il sindaco Camillo D’Onofrio e il nipote omonimo, e Francesco Fiocco, per il quale si è presentato il nipote Franco. A seguire Tommaso Di Battista di Castel Frentano, con il sindaco Gabriele D’Angelo e il figlio Antonio e il nipote Tommaso. E infine i sansalvesi Moisè Frascella, per cui è arrivato il nipote Francesco, e Augusto Roberti, con il figlio Eraldo e la sindaca Tiziana Magnacca. Il prefetto ha poi preso parte, insieme al sindaco Ferrara, alla cerimonia dell’Itis.
IL COMUNE Per Ferrara è stata la sua prima celebrazione della giornata da sindaco. Davanti agli studenti il primo cittadino ha confessato «momenti di grande emozione». E ha promesso: «Chiederemo aiuto alle scuole per continuare il percorso aperto dalla prima Pietra d’inciampo, posta all’ingresso dell’istituto Galiani, rispondendo anche a una richiesta che ci è giunta da parte dalle associazioni Scopri Teate e Aduc di porre altre Pietre d’inciampo, cosa a cui lavoreremo insieme, raccogliendo le idee e i suggerimenti dei ragazzi, coltivando così valore della memoria».
IL GALIANI Proprio davanti alla Pietra d’inciampo dell’istituto tecnico Galiani l’Anpi ha organizzato una piccola ma sentita cerimonia, a cui, nel rigoroso rispetto delle regole anti-Covid, hanno partecipato anche studenti delle ultime classi. Oltre al presidente e vicepresidente Anpi, Filippo Paziente e Giustino Zulli, c’erano anche i docenti Roberta Bucci, Stefania Caporale, Raffaella Damiano, Andrea Di Gregorio, Domenico Viola, il vicepreside Ernesto Bufo e la preside Candida Stigliani che, dopo aver ricordato le motivazioni che hanno portato alla collocazione della Pietra d’inciampo, ha deposto una rosa rossa di alto valore simbolico sulla pietra. Posizionata dall’artista berlinese Gunter Demning nel 2016, la pietra è dedicata all’ebreo socialista Aldo Oberdorfer, che insegnò al Galiani fin quando nel 1938 non scattarono le leggi razziali. Il professore morì nel 1941 nel campo di concentramento di Lanciano.
IL DI SAVOIA Per celebrare il giorno della memoria la scuola diretta da Annamaria Giusti ha aderito a un progetto finanziato dal Miur insieme al liceo Toschi di Parma e all’istituto superiore Aldini Valeriani di Bologna. Circa 80 gli studenti coinvolti in Italia, tra cui quelli di cinque quinte classi della scuola teatina hanno lavorato a un progetto che ha visto protagonisti la città di Chieti e alcuni personaggi che hanno lottato contro le leggi razziali. Come il teatino Camillo Neviani, maresciallo dei carabinieri a cui era stato affidato il ghetto di Guardiagrele: nascondendo persone anche in casa sua oppure facendole scappare dal ghetto, è riuscito a salvare molti ebrei. Il progetto è partito a novembre scorso ed è andato avanti con la realizzazione di podcast e di un video. Ieri la proiezione del filmato realizzato dagli studenti.
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