Sei ostacoli bloccano la Chieti2 di Toto

13 Luglio 2016

Vertice all’Asi: l’operazione Alitec allo Scalo con palazzi, hotel, uffici e centri commerciali per ora non è realizzabile

CHIETI. Il sogno di Carlo Toto di creare “Chieti 2” allo Scalo non corre sul velluto. Sei ostacoli rendono il mega progetto da cinquanta ettari per ora irrealizzabili. E’ il verdetto, nudo e crudo, emesso ieri mattina al termine dell’attesa conferenza dei servizi, meglio chiamarla tavolo tecnico, che è andata in scena all’aeroporto nella sede del Consorzio industriale (Asi). Il sogno di Toto parte dal progetto Alitec: l’ex zuccherificio di via Piaggio, che vanta 17 ettari di superficie, da trasformare in palazzi, hotel, uffici e, perché no, centro commerciale. Ma ambisce ad estendersi a macchia d’olio fino a raggiungere 500mila metri quadrati inglobando ex General Sider (nella parte dismessa), Parco Paglia (nella porzione non coperta), l’ex Iac e soprattutto l’ex Burgo o, a seconda dei gusti, In.Te. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

Il primo dei sei ostacoli era già emerso l’8 giugno, ed è la legge regionale ribattezzata “Liberato Aceto”, che la propose nel 2008 per vincolare ad area industriale l’ex Burgo per la bellezza di 99 anni. Basterebbe questo primo stop per far tramontare il sogno del colosso delle autostrade. Ma nelle riunione di ieri ne sono spuntati altri cinque. La volumetria concentrata nel progetto Alitec bloccherebbe per trent’anni l’edilizia allo Scalo avendo saturato ogni altra possibilità concessoria; e ancora: il rischio di un’imponente corsa alla speculazione edilizia è dietro l’angolo visto che ora i terreni ex Burgo, rigorosamente industriali, hanno un valore di mercato di 50 euro al metro quadrato ma il prezzo lieviterebbe se il cambio di destinazione d’uso li trasformasse in aree edificabili per civili abitazioni, terziario e commerciale. Andiamo avanti: qualcuno ieri ha ricordato che esiste anche un vicolo paesistico che tutela il cimitero delle industrie teatine composta, più che da tombe e cappelle di famiglia, da pezzi di archeologia industriale, come lo stesso ex zuccherificio, che quindi limita il mega progetto Toto. Ma l’elenco degli ostacoli non si ferma qui perché, ad essere più realisti del re, ci sarebbe anche da approvare la variante al piano consortile, decaduto dal 2007, ma l’Asi non ha soldi per farlo. Arriviamo al sesto ostacolo: i conti senza l’oste, nel senso che nessuno dei “portatori d’interesse”, cioè dei quattro confinanti dell’ex zuccherificio, è stato coinvolto da Toto. E non è detto che la loro risposta sia un “sì”. Chi c’era ieri al tavolo tecnico? La Regione, per la prima volta, ha fatto capolino con una architetto. Naturalmente c’era un tecnico del gruppo Alitec-Toto. Quindi un assessore e una funzionaria del Comune di Chieti e ben tre rappresentanti della Provincia che si sono mostrati favorevoli al mega progetto. Infine un architetto, a cavallo tra Asi e Arap, e il padrone di casa, il Rup (responsabile unico del procedimento) Renato Di Salvatore, funzionario del Consorzio industriale. Ps. come semplice uditore c’era pure un inviato di Confesercenti. Morale della storia: il sogno di Toto rischia di essere irrealizzabile. Ma la prossima riunione è a settembre. Oltre alle foglie potrebbero cadere anche i veti.