Sei postazioni per i tamponi agli operai

8 Maggio 2020

La Regione manda gli uffici mobili per gli esami volontari. Chi va al lavoro con i bus deve autocertificare di non avere febbre

ATESSA. Postazioni mobili per tamponi volontari su sei punti strategici del territorio provinciale, tra cui la Sevel; autocertificazione e presa in carico della Asl per il lavoratore che all’ingresso delle fabbriche presenti una temperatura corporea superiore a 37,5°. Sono le prime misure messe in campo dalla Regione Abruzzo, e annunciate dall’assessore alle attività produttive, Mauro Febbo, per arginare le criticità che si sono verificate nella Fase 2 di ripresa delle attività produttive.
LA RISPOSTA DELLA REGIONE. «Ai lavoratori che viaggiano con mezzi pubblici», spiega Febbo, «viene chiesto di garantire tramite autocertificazione di non avere febbre superiore a 37,5° prima di salire sul mezzo. D’intesa con la Asl verranno istituti, ai fini della sorveglianza epidemiologica, su 6 punti nevralgici nel territorio della provincia di Chieti - Sevel in Val di Sangro, Pilkington di San Salvo; Chicco a Caldari di Ortona, Wts di Chieti Scalo, Punta Penna di Vasto e Guardiagrele-Fara Filiorum Petri - postazioni mobili per effettuare tamponi volontari con risposta entro 48 ore per garantire più sicurezza ai lavoratori delle principali aziende». Per i casi sospetti, sempre in accordo con la Asl, la Regione ha predisposto la presa in carico dei pazienti da parte dell’azienda sanitaria nei casi in cui al termo-scanner risultasse febbre. Resta attivo, anche nelle ore notturne, il numero verde 800 860 146 per richiedere il pronto intervento del Dipartimento prevenzione. La Regione», conclude Febbo, «continua a lavorare per garantire le massime condizioni di sicurezza dei lavoratori e preservare il ciclo produttivo delle imprese già provate dal periodo di fermo».
LE PROPOSTE FIOM. Tracciabilità dei casi sospetti anche se il lavoratore arriva in auto; seconda misurazione e, in caso la febbre dovesse essere confermata, dotazione dei dispositivi di protezione individuale al lavoratore a carico dell’azienda. La Fiom ha inviato le sue proposte ai presidenti delle Regioni Abruzzo e Molise. Per il sindacato, fermo restando il dovere del lavoratore di chiamare il proprio medico curante, andrebbe comunque allertata la Asl territoriale, soprattutto nel caso in cui il lavoratore avesse utilizzato mezzi pubblici. Per la Fiom è necessario che le aziende misurino la febbre ai dipendenti anche all’uscita dal luogo di lavoro che andrebbe di conseguenza sanificato. Anche i mezzi pubblici andrebbero dotati di termoscanner.
IL CASO MONTENERO. E chiedono un incontro urgente con il presidente della Regione Molise e l’assessore ai trasporti, il direttivo della Fim Cisl Abruzzo e Molise e le rsa Fim Sevel. «La società Atm», denuncia la Fim, «continua a non rispettare le regole, costringendo i pendolari a rivolgersi più volte alle forze dell’ordine». Nei giorni scorsi cinque dipendenti Sevel, provenienti da Montenero di Bisaccia, hanno denunciato la mancanza di distanziamento a bordo del mezzo Atm. Una volta intervenuta la stradale al casello di Vasto sud, l’azienda ha predisposto di accompagnare i malcapitati con un altro mezzo a casa invece che al lavoro.
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