Semaforo, solo 4 secondi tra il verde e il rosso

VASTO. Dalle proteste alle azioni legali singole e collettive. Ha deciso di passare ai fatti un gruppo di automobilisti che venerdì pomeriggio si è dato appuntamento a Vasto Marina, a pochi metri di...
VASTO. Dalle proteste alle azioni legali singole e collettive. Ha deciso di passare ai fatti un gruppo di automobilisti che venerdì pomeriggio si è dato appuntamento a Vasto Marina, a pochi metri di distanza dal “famigerato” semaforo installato sulla Statale 16, all’incrocio con viale Dalmazia. L’impianto è da mesi al centro delle polemiche per le centinaia di verbali che sono stati notificati finora. Nel mirino degli automobilisti multati è finito il sistema Photored che prevede un intervallo di soli 4 secondi tra il giallo e il rosso. Una infermiera, che da San Salvo ha necessità di raggiungere Vasto per lavoro, ha ricevuto finora cinque verbali da 184 euro l’uno oltre a 30 punti in meno sulla patente. E non è un caso isolato a leggere le proteste che si rincorrono, anche sui social. Qualcuno di multe ne ha ricevute perfino sette.
Venerdì pomeriggio un nutrito gruppo formato da una trentina di automobilisti ha organizzato un incontro a Vasto Marina per valutare le azioni da intraprendere. «Abbiamo deciso di chiedere una perizia tecnica sul semaforo», racconta un professionista che ha ricevuto fino ad oggi cinque verbali, «ovviamente per poter procedere dobbiamo avviare un’azione legale. Ognuno di noi dovrà visionare i filmati presenti presso il comando della polizia locale per verificare se effettivamente è passato con il rosso. Personalmente sono convinto del contrario».
Diversi automobilisti si sono rivolti anche all’associazione Codici che ha messo a disposizione degli utenti della strada i suoi legali per una eventuale class action finalizzata a ottenere il risarcimento delle spese sostenute per il pagamento delle sanzioni.
Sono mesi che si parla del semaforo di Vasto Marina, oggetto di interrogazioni, interpellanze e mozioni discusse in consiglio comunale. Secondo la versione di chi è incappato nelle multe, l’impianto semaforico concede pochissimo tempo: si passa dall’arancione al rosso in 4 secondi. E non mancano neanche i tamponamenti, causati dalle brusche frenate che, a quanto pare, in queste ultime settimane sono state piuttosto frequenti. Il semaforo della discordia è stato installato lo scorso mese di marzo. Una scelta obbligata per il Comune: molti gli incidenti, anche gravi, avvenuti in quel tratto di Statale 16. Da qui la decisione dell’Osservatorio della sicurezza di Chieti di correre ai ripari con un impianto dotato di un dispositivo elettronico grazie al quale la polizia locale controlla, documenta e sanziona il passaggio con il rosso dei veicoli in transito.
Dopo l’annuncio di una serie di azioni legali, tra cui una class action, il sindaco uscente Francesco Menna si è impegnato a trovare soluzioni che coniughino le diverse esigenze. «Il mio impegno, qualora dovessi essere riconfermato alla guida del Comune, sarà quello di chiedere un incontro all’Osservatorio per la sicurezza di Chieti», promette Menna, «e in quella sede cercare, insieme a Codici, una soluzione». (a.b.)

