Semina il panico in pizzeria, arrestato

Un muratore di 37 anni prende anche a calci i cartelli stradali e si scaglia contro i carabinieri: fermato con la pistola elettrica
CHIETI. Imbottito di cocaina e alcol, è evaso dagli arresti domiciliari e ha seminato il panico fiondandosi all’interno di una pizzeria e rovesciando sedie e bottiglie. Poi ha continuato la sfuriata anche in strada, scagliandosi contro i carabinieri. Paolo Fratello, muratore di 37 anni, originario di San Severo (Foggia), è stato bloccato con la pistola a impulsi elettrici dai militari della sezione radiomobile della compagnia di Chieti: il giudice Luca De Ninis ha convalidato l’arresto per i reati di evasione, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e disposto nei confronti dell’indagato la custodia cautelare in carcere, su richiesta del pm d’aula Natascia Troiano.
Tutto comincia all’una della notte tra venerdì e sabato. Al 112 viene segnalata una persona che corre e urla davanti alla pizzeria Fermenta, in viale Unità d’Italia, in zona Madonna delle Piane. I militari si precipitano sul posto e notano quell’uomo, già nel recente passato denunciato per un paio di evasioni, entrare nella pizzeria. In quel momento, non dovrebbe trovarsi fuori dalla sua abitazione, essendo sottoposto a una misura cautelare per una tentata rapina compiuta in Molise e avendo l’autorizzazione ad allontanarsi solo per andare al lavoro. Fatto sta che, dopo aver gettato sedie e bottiglie, il 37enne torna in strada e tenta di fermare le automobili, quindi si dirige verso viale Benedetto Croce: qui continua a gridare frasi senza senso e a sferrare calci e pugni contro cartelli stradali e vetrine dei negozi. Quando i militari tentano di bloccarlo, lui reagisce prendendoli a calci e strattonandoli, oltre che spingendo uno di loro contro il portone di un palazzo. A quel punto, per interrompere l’aggressione, i carabinieri decidono di utilizzare il taser, immobilizzando l’esagitato. Fin qui, la cronaca della serata all’insegna degli eccessi.
Il militare, leggermente ferito, è stato medicato in ospedale. A seguito dei controlli in pronto soccorso, che hanno evidenziato lo stato di agitazione dovuto all’assunzione di alcolici e cocaina, il 37enne è stato dimesso. Dopo la nottata trascorsa in camera di sicurezza, ieri mattina è comparso in tribunale. Fratello, assistito dall’avvocato Pietro Giuseppe Sciarretta, ha rilasciato dichiarazioni spontanee: «Ho chiamato io il 112 e il 118 prima che si rompesse il telefono perché non mi sentivo bene. Io non sono quella persona». Alla luce della tendenza dell’indagato a perdere il controllo e del rischio che torni a commettere gli stessi reati, il giudice De Ninis ha deciso di spedirlo in cella.

