Sentiero Cai intitolato alla segretaria uccisa

La zona nord di Punta Aderci collegata con il Bosco di Don Venanzio. Domenica la cerimonia
VASTO. Sono riusciti ad aprire un varco in un ambiente che in alcuni tratti è simile a quello della foresta amazzonica, collegando il limite nord della riserva naturale di Punta Aderci con il Bosco di Don Venanzio, in territorio di Pollutri. L’impresa, realizzata dalla sezione vastese del Cai (Club alpino italiano), non ha solo una grande valenza ambientale: quel sentiero, che verrà inaugurato domenica prossima, è dedicato a Mirella La Palombara, la giovane donna trovata morta il 23 ottobre 2011 nel suo appartamento al mare, accanto al corpo senza vita del marito, Nicola Desiati. Una tragica vicenda che scosse la città: la coppia, molto conosciuta, frequentava assiduamente il Cai.
Mirella, simpatica e solare, non era una semplice socia che partecipava a tutte le iniziative del sodalizio, ma anche la segretaria. Chi domenica percorrerà quel sentiero non potrà fare a meno di ricordarla. «Il sogno cullato da naturalisti ed escursionisti di raggiungere il Bosco di Don Venanzio dalla riserva di Punta Aderci è diventato realtà», commenta Giovanni Colonna, addetto stampa dell’associazione, «e lo è diventato grazie alla determinazione, alla volontà e all’impegno del Cai che ha lavorato sodo in questi ultimi mesi per la sua realizzazione. Costeggiando rigogliosi vigneti, pioppi secolari, attraversando radure boschive e la vegetazione tipica dell’ambiente fluviale si raggiunge la riserva di Don Venanzio grazie a una escursione accessibile a chiunque sempre accompagnato da personale esperto».
Oltre ai soci del Cai, diventati negli anni sempre più numerosi, hanno lavorato al progetto i Comuni di Vasto, Casalbordino e Pollutri, le società cooperative Cogecstre e Sagrus che gestiscono rispettivamente la riserva naturale di Punta Aderci e il Bosco di Don Venanzio. Numerose le difficoltà incontrate, da quelle più strettamente burocratiche per ottenere le autorizzazioni, a quelle logistiche e materiali per aprire il varco. «La sensibilità dimostrata con la realizzazione del sentiero è indicativa di uno sviluppo diverso da quello di pochi decenni addietro», prosegue Colonna, «speriamo che il parco nazionale della costa teatina suggelli e rafforzi questi intendimenti». (a.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

