Senz’acqua 200 famiglie

2 Gennaio 2017

Incendio nel rione di Santa Barbara: le fiamme fondono il tubo di gomma

CHIETI. E’ un grande Giuseppe Cavallo. Se non fosse stato per lui, un volenteroso operaio dell’ufficio acquedotto del Comune, la gente di Santa Barbara starebbe ancora senz’acqua. Invece Cavallo, alle 2,30 di ieri, e con la febbre, non ha esitato a correre dove c’era bisogno. Cioè in uno dei quartieri più popolati della città che ha pagato l’effetto botti di Capodanno in un modo paradossale. Perché è accaduto che qualcuno, allo scoccare della mezzanotte, ha indirizzato un raudo verso la campagna sotto casa. E il raudo, esplodendo, ha innescato l’incendio di sterpaglie e canne tra cui si scorgono anche rifiuti ingombranti gettati da cittadini incivili. Ma tra quelle erbacce che proliferano lungo la scarpata di via Forlanini, all’altezza della discesa per Santa Barbara, passava in superficie anche un tubo di gomma vitale per oltre 200 famiglie che vivono nel rione alla periferia della città e nelle zone limitrofe all’ex ospedale San Camillo de Lellis. Il tubo si è fuso e decine di famiglia sono rimaste senza una goccia d’acqua. Quel tubo era stato messo in via provvisoria dopo un guasto. Ma il provvisorio è diventato per sempre. Come accade spesso in città.

Davvero un Capodanno da dimenticare per i residenti di Santa Barbara. Ma per fortuna che c’è Cavallo. Che però, da solo e al buio, come ha raccontato ieri mattina, non poteva calarsi lungo la scarpata dove i vigili del fuoco avevano spento l’incendio prima che si estendesse verso valle e quindi le case. Così l’operaio del Comune si è attivato per contattare una impresa disponibile a intervenire il primo giorno dell’anno. E c’è riuscito ieri mattina.

Alle 14 in punto, il furgone della ditta Cogema si è fermato all’incrocio di Santa Barbara. Sono scesi due operai che, con l’aiuto di Cavallo, sempre presente, e di un residente, Mino Ranieri, hanno individuato il punto in cui il tubo si era fuso. Uno dei due, si è calato nella scarpata facendosi strada con difficoltà tra le sterpaglie arse. E utilizzando una pala per abbattere le canna, ha raggiunto l’obiettivo: il tubo rotto da cui fuoriusciva acqua potabile ormai da ore. Nel frattempo, l’operaio Cavallo alzava un tombino per chiudere l’afflusso di acqua. Operazione non fatta fino a quel momento per via di un’auto (di un ex assessore) parcheggiata proprio su quel tombino.

«Tra mezz’ora l’acqua torna», ha esclamato il buon Cavallo, stanco, febbricitante ma felice. Erano le 14,30: dopo dodici ore anche le famiglie di Santa Barbara hanno potuto fare la prima doccia del 2017. Viva Dio. Anche per un altro fatto che fa felice il consigliere di Fratelli d’Italia, Marco Di Paolo, da anni in prima linea contro i botti di Capodanno. «Nessun ferito», esclama Di Paolo, «me lo hanno confermato dal Pronto soccorso e dalla polizia». Da cinque anni, a Chieti, nessuno piange per dita spappolate oppure occhi persi per via dei petardi dell’ultima notte dell’anno. E un grazie va al consigliere anti-botti. Anche se immaginare di eliminarli del tutto, per il bene anche degli animali domestici che si spaventano, rimane un’utopia.