«Senza acqua per l’aria nei tubi»

23 Agosto 2016

Scoperta la causa dei rubinetti a secco per centinaia di famiglie. La Sasi: dalle 15 attenti agli sprechi

VASTO. Tutta colpa delle bolle d’aria. A lasciare per cinque giorni senz’acqua tre condomini di via Martiri della Libertà, un grosso complesso edilizio popolare di via Ciccarone e altri condomini di via Casetta, sarebbe stata la formazione di aria all’interno delle condotte. È quanto scoperto dagli operai della Sasi, la società che gestisce il servizio idrico, che ieri mattina hanno impiegato più di due ore per far tornare l’acqua nei quartieri appena elencati (presenti anche tecnici comunali e il presidente del consiglio Peppino Forte). «Da noi l’acqua è tornata. Resta critica la situazione in via Casetta», dice F.D.R., il professionista che abita in via Martiri della Libertà e che sabato aveva sollecitato un intervento dell’ente gestore del servizio idrico.

La bolla d’aria si è formata il 16 agosto quando, a causa della rottura di una condotta, è stato necessario sospendere il servizio per poter eseguire i lavori di riparazione. Fatta la riparazione, alla riapertura dei serbatoi, il prezioso liquido è tornato a sgorgare a macchia di leopardo. «In questi condomini però c’è anche il problema delle autoclavi troppo piccole. Andrebbero adeguate», dice il dirigente tecnico della Sasi, Antonio Frisco. «Ovviamente in estate non va mai dimenticato di non sprecare l’acqua. La popolazione aumenta in maniera esponenziale. La Sasi è costretta a razionare il servizio per poter distribuire l’acqua a tutti. Ogni giorno il servizio viene sospeso alle 15 e ripristinato il mattino successivo alle 6. In questo lasso di tempo, quindi, non bisogna sprecare l’acqua. Ad essere svantaggiati sono soprattutto i quartieri a monte. Dispiace ma da parte nostra facciamo il possibile per limitare i disagi», assicura Frisco. Durante il pomeriggio resta il divieto di innaffiare orti e giardini e lavare l’auto.

I cittadini però sono esasperati. «Assodato che il problema è comunque legato alle condizioni pietose in cui sono le condotte idriche, quando si decideranno la Sasi, la Regione e tutti gli enti preposti a risolvere il problema?», chiedono i residenti del quartiere Ciccarone. A loro si uniscono le famiglie del quartiere Croci. «Cambiano gli amministratori regionali e i sindaci. Le condotte colabrodo restano le stesse. L’acqua è poca e per giunta in buona parte viene dispersa. E invece la colpa della carenza idrica viene data sempre alle famiglie che non hanno autoclavi sufficientemente grandi», protestano le famiglie di via Martiri della Libertà, costrette domenica a far rifornimento con un’autobotte: «Ringraziamo tecnici e operai, ma sollecitiamo i politici a risolvere una volta per tutte il problema».

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