Senza salario, sciopero lavoratori Bonifica

Dipendenti davanti ai cancelli. Sinimberghi: bilanci disastrati ma non si risanano tagliando gli stipendi
VASTO. Sul volto hanno impressa la stanchezza i lavoratori del Consorzio di Bonifica sud. Non solo per il caldo e il sole che picchia sulle loro teste. Da mesi non riescono più a riscuotere lo stipendio. Ieri hanno incrociato le braccia ed hanno manifestato pacificamente con un sit in davanti agli uffici.
«Non è facile mandare avanti una famiglia senza ricevere lo stipendio», dice a voce bassa uno di loro davanti ai cancelli della sede di via Sant'Antonio Abate. Con loro c'è Ada Sininberghi (Cgil) ed è a lei che i lavoratori affidano nel giorno della protesta l'incarico di spiegare i motivi dello sciopero.
«I bilanci del Consorzio sono disastrati e non da oggi. C'è un buco di 11 milioni da colmare ma non è certo tagliando gli stipendi dei lavoratori che il Consorzio si risana», dice la Sinimberghi. «Questo è un ente a vocazione agricola. É assolutamente necessario fare il possibile per ultimare la diga di Chiauci e portare avanti i progetti irrigui. La gestione del passato è stata cattiva ma il bilancio licenziato ora non va nella direzione del risanamento. Non è il costo dei lavoratori che pesa. Sarebbe meglio ridurre le parcelle», afferma la rappresentante della Cgil. Qualcuno dei lavoratori scuote la testa e sbotta.
«Abbiamo perso 8 milioni destinati al completamento delle opere della diga. Lavori che avrebbero permesso di accumulare 9 milioni di metri cubi di acqua». Poi in gruppo dichiarano. «Il personale di questo ente non ha più alcuna fiducia nella politica locale. Non fa gli interessi dell'ente, né quelli dei lavoratori e tanto meno del territorio. Nessuno interviene per salvare i finanziamenti e la diga di Chiauci. Dove sono i sindaci di Vasto e San Salvo? Perché fanno finta di niente e tacciono? Perché non rappresentano alla Regione le nostre ragioni e quelle di un intero territorio?
Domande che il cronista gira a chi di dovere sperando arrivino risposte e con le risposte anche i fatti. Sarebbe una vera iattura perdere un gioiello come la diga di Chiauci, un invaso che l'intero centro Italia ci invidia.
Il naufragio di un'opera così importante potrebbe avere effetti catastrofici per l'economia abruzzese ma anche molisana. (p.c.)
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