Senza stipendio da un anno: «Come paghiamo il mutuo?»

VASTO. Si definiscono «disperati» e si sentono in un incubo. «Vivere così è bruttissimo. Cerchiamo aiuto». La richiesta arriva da un gruppo di lavoratori della Fondazione Padre Alberto Mileno di...
VASTO. Si definiscono «disperati» e si sentono in un incubo. «Vivere così è bruttissimo. Cerchiamo aiuto». La richiesta arriva da un gruppo di lavoratori della Fondazione Padre Alberto Mileno di Vasto (in tutto sono 300) che, a causa del mancato pagamento degli stipendi, stanno vivendo momenti di grave difficoltà. Molti di loro rischiano di perdere la casa perché non riescono a pagare le rate del mutuo. E poi ci sono i libri per la scuola dei figli, l’affitto di casa, le spese condominiali e quelle mediche.
La disperazione è tale che hanno pubblicato la loro storia anche su Facebook. «È molto lunga da raccontare», scrivono i lavoratori dell’istituto San Francesco, «inizia a settembre 2014 quando abbiamo ricevuto una lettera dal direttore generale della Fondazione che ci comunicava un ritardo nel pagamento dello stipendio di agosto. Da allora è trascorso un anno e la crisi persiste e si fa sentire. All’inizio pensavamo che fosse una crisi passeggera ma oggi, dopo un anno, ti accorgi che non è così. Allora abbiamo paura che possa succedere qualcosa di brutto. Senza stipendio», continua lo sfogo dei dipendenti, «molti di noi hanno cominciato a fare fuori quello che era riuscito a mettere da parte negli anni per le gravi necessità, ma con il passare del tempo e il perdurare della crisi che dura ormai da 14 mesi (nessuno di noi lo immaginava), abbiamo iniziato a consumare i piccoli risparmi che abbiamo messo da parte per il futuro dei nostri figli».
I problemi da economici diventano anche di salute. «Questo è quanto sta accadendo a molti di noi», scrivono ancora i lavoratori, «durante la crisi molti stanno rischiando la depressione. Ci sono notti in cui scoppi in lacrime e non ti fai vedere dai figli, perché diventa difficile spiegare loro che il papà lavora onestamente e con molta professionalità ma, per motivi incomprensibili a noi lavoratori, non percepisce lo stipendio alla fine del mese. E ci sono giorni che non hai voglia di uscire perché non puoi comprare un gelato ai tuoi figli o mangiare una pizza con la famiglia. Vorremmo che i vertici della Fondazione Padre Alberto Mileno, della Asl, della Regione, di tutti i partiti, nessuno escluso, comprendesse la nostra situazione, peggiorata dal fatto che abbiamo stipendi che a malapena riescono a farci vivere per un mese. Immaginate come stiamo senza stipendi da diversi mesi. Per noi è diventato impossibile riuscire a dormire e stare sereni, viviamo un incubo dal quale vorremmo uscire al più presto». (p.c.)
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