Sequestra e picchia la fidanzata: «Non devi andare a lavorare»

8 Giugno 2023

Un 29enne finisce sotto processo dopo i maltrattamenti andati avanti per quasi un anno e mezzo  Il pm: «Impediva alla ragazza di uscire di casa e la costringeva a vivere in uno stato di timore»

RIPA TEATINA. Ha rinchiuso la fidanzata in una stanza fino a sera, dopo averla picchiata senza pietà per il più assurdo dei motivi: non voleva che uscisse di casa per andare a lavorare. Un 29enne teatino è finito sotto processo con le accuse di sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e violenza privata. Ieri mattina il giudice Andrea Di Berardino, su richiesta del sostituto procuratore Lucia Anna Campo, ha disposto il rinvio a giudizio: la prima udienza è in programma il prossimo 20 settembre. Le vessazioni, sostiene la procura, sono andate avanti da aprile 2021 a settembre 2022 a Ripa Teatina, dove la coppia viveva. La vittima, oggi 21enne, si è costituita parte civile con l’avvocato Manuela D’Arcangelo.
L’imputato (difeso dall’avvocato Alessandro Vanni), come ricostruito dal pubblico ministero, ha maltrattato la convivente con «condotte reiterate, impedendole di uscire di casa e mostrando la sua avversione allo svolgimento di una attività lavorativa da parte della donna». In più occasioni, discussioni «per futili motivi» sono sfociate in pestaggi. Come il 12 settembre 2021, quando la ragazza è stata schiaffeggiata, strattonata e privata della libertà: lui l’ha chiusa in una stanza portandole via il cellulare per impedirle di chiedere aiuto. A distanza di pochi giorni, il 29enne l’ha afferrata per i capelli sbattendole la testa contro il cambio dell’autovettura sulla quale stavano viaggiando. Dopo l’ultima aggressione, la vittima si è trasferita a vivere a casa della sorella. Ma, quando ha deciso di tornare nell’abitazione che condivideva con il fidanzato, è ricominciato l’incubo. Il giovane l’ha insultata a più riprese con parole del tipo: “Str..., p..., tossica e alcolizzata”. Poi l’ha schiaffeggiata «tanto da farle cadere e rompere gli occhiali che indossava». E ancora: ceffoni, pugni sul collo e calci sulle gambe. Finché la giovane, «costretta a vivere in uno stato di timore», ha deciso di dire basta e denunciare il suo aguzzino.
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