Sequestra la fidanzata per tutta la notte

4 Gennaio 2019

Teatino di 31 anni a processo: ha aggredito la ragazza almeno 10 volte scaraventandola dall’auto e prendendola a calci

CHIETI. Ha sequestrato la fidanzata per una notte intera nel suo appartamento. E l’ha aggredita in almeno dieci occasioni, arrivando persino a scaraventarla fuori dalla macchina e a prenderla a calci mentre era a terra. A.M., teatino di 31 anni, è finito sotto processo con le accuse di atti persecutori, lesioni personali aggravate, sequestro di persona e violenza privata. La vittima è una giovane di 21 anni, anche lei di Chieti. Dietro mesi di botte e intimidazioni, in base alle indagini coordinate dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca, si nasconde «una gelosia morbosa».
Secondo l’accusa, fino all’agosto del 2017, A.M. ha minacciato e molestato la ragazza costringendola a cambiare le sue abitudini e a vivere «in uno stato di ansia e paura». La obbligava a non uscire con altri coetanei. «Se scopro che fai il contrario», la terrorizzava, «ti meno, ti rompo la testa e ti accoltello. Quando non stai a scuola e io sono al lavoro, devi restare a casa». Una volta l’ha presa a schiaffi, mentre in altre tre circostanze le ha spaccato il cellulare sbattendolo a terra. Uno degli episodi più gravi è avvenuto quando, dopo una banale lite scoppiata nella sua auto, il 31enne ha spinto la fidanzata fuori dall’abitacolo per poi colpirla alla testa e in tutto il corpo. Ma non è finita qui, perché A.M. ha indotto la ragazza a pernottare nella sua abitazione nonostante fosse contraria: lei ha ceduto alle pressioni solo «per il timore di altre scenate». Finché, l’11 maggio del 2017, le ha impedito fisicamente di uscire di casa sebbene la madre fosse andata a prenderla. Meno di un mese dopo, saputo della denuncia presentata nei suoi confronti, l’imputato ha picchiato di nuovo la fidanzata. Alla presenza dei carabinieri, intervenuti in soccorso della giovane, l’ha minacciata ancora: «Ti faccio camminare su una sedia a rotelle, siete una famiglia di m….».
La misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima non è bastata per fermare lo stalker. Dopo aver avuto contatti su whatsapp con la ragazza, un giorno l’ha incontrata per strada: quando si è rifiutata di cancellare il testo dei messaggi, lui l’ha afferrata per il collo, strattonandola e strappandogli di mano lo smartphone per eliminare le chat. «E ora non provarmi a denunciare di nuovo sennò ti uccido», le ha ripetuto in serata incrociandola in un pub di Chieti scalo. In tre occasioni, dopo essere stata picchiata, la 21enne è stata costretta a farsi curare in Pronto soccorso per le lesioni e i traumi riportati alla testa, al collo, al viso e alla schiena. La prossima udienza, davanti al giudice Andrea Di Berardino, è fissata il 7 gennaio.
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