Sequestrate due autodemolizioni In sei nei guai per i rifiuti illeciti

Blitz alla periferia della cittadina: trovata una discarica non autorizzata con rottami dell’attività Individuati oltre 70 veicoli fuori uso e abbandonati, parti di carrozzerie, pneumatici e motori
SAN SALVO. Blitz dei carabinieri della Tutela forestale alla periferia di San Salvo all'interno di terreni trasformati in discariche abusive. Sei le persone denunciate per gestione illecita di rifiuti e attivazione di discarica non autorizzata. L'operazione, partita ieri mattina, è stata lunga e minuziosa. Militari dei nuclei investigativi di polizia ambientale per la tutela forestale e agroalimentare, insieme ai militari della stazione dei carabinieri forestali di Vasto e a quelli della stazione carabinieri di San Salvo, su delega della Procura della Repubblica di Vasto, hanno operato il sequestro preventivo di oltre 7.000 metri quadri utilizzati per la gestione illecita di rifiuti senza alcuna autorizzazione ambientale, in violazione dell’articolo 256 del decreto legislativo 152 del 2006, e per attività di autodemolizione abusiva in violazione dell’articolo 13 del decreto legge 209 del 2003.
«Abbiamo trovato», annota il comandante provinciale, il tenente colonnello Tiziana Altea, «oltre 70 veicoli fuori uso completamente abbandonati, parti di carrozzeria, componenti meccaniche, pneumatici, rifiuti di vario genere, anche pericolosi (batterie, olii motore, ecc.), oltre che una condizione di degrado diffuso dell'area».
I legali rappresentanti delle attività di autodemolizione sono stati denunciati all’autorità giudiziaria. Con loro sono stati denunciati altri quattro soggetti, coinvolti a vario titolo. Gli indagati rischiano l’arresto da uno a tre anni e un’ammenda che parte da 5.200 euro ma può arrivare a 52.000 euro per le violazioni alla normativa ambientale. Preziosi ai fini dell'indagine si sono rilevati i rilevamenti satellitari. «La reale consistenza», conferma il comandante Altea, «delle aree interessate e dei rifiuti in esse accumulati già a partire dal 2012 è stata possibile grazie al rilevamento satellitare e al sorvolo effettuato dal 5° Nucleo elicotteri carabinieri. I rilevamenti basati sulle più moderne tecnologie elettroniche hanno offerto agli investigatori l'immagine dall'alto di quello che avveniva nelle aree in questione. Una situazione di completo degrado confermata dal Nucleo elicotteristi. Le tecnologie emergenti si sono rivelate preziose per ripristinare gli equilibri delle aree private e del suolo. L'osservazione attraverso i satelliti offre una mole di informazioni decisamente utili. Al momento sono una delle soluzioni più efficaci per il monitoraggio ambientale e la salvaguardia dell'ecosistema». (p.c.)
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