Sequestrati 350 chili di tartufi “sospetti”

27 Marzo 2016

Blitz della Forestale in un negozio, contestata al rivenditore la mancata tracciabilità del prodotto

VASTO. Sequestro di valore e avvio di un importante filone di indagini che sarà esteso a tutto il territorio. Gli agenti della forestale del Naf (Nucleo Agroalimentare e Forestale) e i colleghi della provincia di Chieti, insieme agli uomini Comando Stazione Forestale di Vasto, nel corso di un servizio di controllo nel Vastese sulla sicurezza alimentare, hanno sequestrato 345 chili di tartufo scorzone e 5 di tartufo bianco in un esercizio commerciale del comprensorio. La Forestale ha contestato la mancata tracciabilità del prezioso tubero.

Il rivenditore è stato inoltre sanzionato per la mancata comunicazione alla Regione Abruzzo della quantità di prodotto commercializzato, per un importo totale di 3.000 euro. L'attività posta in atto rientra nella campagna di controlli su tutta la filiera dei tartufi che passa dai raccoglitori agli intermediari e ai distributori per arrivare ai trasformatori. Intorno alla filiera girano grossi interessi economici e spesso attività illecite.

Trenta grammi di scorzone nero costano 38 euro. Dieci grammi di tartufo bianco costano 100 euro.

«I servizi di controllo e monitoraggio degli agenti del Corpo Forestale dello Stato si inseriscono nel programma di tutela della sicurezza alimentare dei consumatori e della tutela del patrimonio boschivo contro i raccoglitori senza scrupoli che, ignorando le norme, ottengono guadagni illeciti dal prelievo di tartufi superando i limiti quantitativi consentiti e in un periodo di divieto», annota il comandante provinciale Livia Mattei. (p.c.)