Sequestrati bar, società e 19 macchine

L’inchiesta sulla droga nel Vastese, svolta dopo i 20 arresti della banda albanese: sigilli a 4 immobili per 1,2 milioni
SAN SALVO . Il blitz è partito ieri mattina, all’alba. Sequestrati beni per un valore di un milione e duecentomila euro. Decine di agenti della guardia di finanza e carabinieri del Vastese, ma anche di Chieti, Campobasso e Foggia, hanno notificato al titolare del bar Evelin e ad altri connazionali albanesi, il decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice del tribunale dell’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella su richiesta del sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia del capoluogo abruzzese, Stefano Gallo. Il sequestro è conseguenza dell’operazione antidroga Evelin che, il 30 novembre 2018, ha portato all’arresto di 20 persone di origine albanese. Gli investigatori sono stati impegnati in complesse attività investigative durate circa un anno e mezzo. I carabinieri hanno smantellato quella che definiscono in una nota «un’agguerrita organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e alla commissione di atti intimidatori, anche attraverso l’uso di armi, per garantirsi l’egemonia sul territorio e sulle principali piazze di spaccio». Importante il patrimonio sequestrato: quattro immobili, quote di 5 società, un’attività commerciale (il bar Evelin) a San Salvo marina e 19 autovetture per un valore equivalente al profitto illecito stimato in almeno un milione e duecentomila euro.
IL PRIMO BLITZ. Due mesi fa erano finiti in manette venti persone per associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e possesso e porto illegale di armi. La gang, che si riforniva soprattutto in Olanda, Albania e Slovenia, secondo gli investigatori avrebbe gestito notevoli quantitativi di droga: solo di cocaina tra i 4 e i 5 chili al mese. E quella cocaina è stata anche spacciata a minorenni, all’interno di una scuola superiore del Chietino, da uno studente albanese di 19 anni rifornito da uno degli arrestati. Le indagini partirono nell’ottobre del 2016 dalla sparatoria al bar Evelin. I carabinieri scoprirono che il locale era al centro dello spaccio di cocaina, eroina, hashish, marijuana. Per iniziativa dei carabinieri, guidati dal colonnello Florimondo Forleo e dal maggiore Marcello D’Alesio, e delle fiamme gialle, dirette dal colonnello Serafino Fiore e dal tenente colonnello Giuseppe Pastorelli, scattarono le manette. Ieri sono seguiti i sequestri.
IL SEQUESTRO. «L’aggressione dei patrimoni illeciti», hanno spiegato i carabinieri, «consente di colpire le organizzazioni criminali nel cuore dei propri interessi economici, patrimoniali e imprenditoriali e di restituire alla collettività i beni accumulati per finalità sociali. La misura odierna testimonia la volontà della magistratura e delle forze dell’ordine di voler sradicare completamente il sodalizio criminale dal territorio privandolo delle fonti di finanziamento e dei proventi illecitamente acquisiti. L’obiettivo finale è il ripristino di adeguati livelli di legalità e sicurezza pubblica nel Vastese, come in tutta la Provincia di Chieti». L’avvocato Marisa Berarducci che assiste il titolare del bar Evelin e altri connazionali ha annunciato l’impugnazione dell’ordinanza. «Si tratta», afferma la Berarducci, «di ingiustificata equivalenza dei beni e fatto ancora più importante, quei beni sono intestati ad altri».
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