Sequestrati campo e spogliatoi ad Altino

16 Febbraio 2018

Blitz della Finanza in Comune: sotto accusa i mancati permessi. Controlli sugli scarichi dei bagni: forse finiscono nel fiume

ALTINO. Sotto sequestro campo sportivo di Altino, spalti e spogliatoi. La guardia di finanza ha messo i sigilli all’impianto per presunti abusi edilizi alla Selva. Ieri, la sezione del Roan (Reparto operativo aeronavale) della finanza ha fatto un sopralluogo all’impianto sportivo, poi, ha bussato in Comune per prendere tutti gli atti e documenti relativi al campo, le concessioni, le pertinenze e il funzionamento degli scarichi fognari. Un lavoro durato ore. Alla fine, gli uomini delle fiamme gialle sono tornati a Selva per apporre i sigilli alla struttura. Il campo in terra – dove giocano lo Sporting Altino che milita nel girone E di Seconda categoria e gli amatori del girone B categoria Figc – non potrà essere più utilizzato, almeno per ora, e le squadre dovranno emigrare. Non potranno mettere le scarpette nemmeno i ragazzi che lo usano per correre, facendo dei giri di campo, o per allenarsi e dare qualche calcio al pallone.
Un’area piuttosto isolata e sterrata quella del campo che, secondo quanto esaminato dal Roan che si occupa anche di abusi edilizi, non sarebbe in regola. Il campetto, fatto negli anni ’50 per volere dell’allora parroco don Nicola Di Santo, è sorto su un terreno demaniale. Il parroco, che poi ha fondato una società sportiva, ha avuto le concessioni per l’uso che si sono susseguite negli anni. Ed è qui l’inghippo che andrebbe avanti da decenni, quando anche l’Altino giocava in Eccellenza e il campo ospitava gare di spareggi anche di regioni limitrofe, ma che solo ora con le indagini della finanza, che si avvale anche di supporti aerei, è venuto alla luce: di chi è il campo? Del demanio, del Comune o delle società sportive? Le autorizzazioni per la costruzione degli spalti, degli spogliatoi, degli impianti costruiti tra gli anni ’70 e ’80 chi le ha date? Senza le giuste autorizzazioni sarebbero quindi costruzioni abusive.
Ed è per questo, per risalire alla storia del campetto in terra, capire chi ha rilasciato le autorizzazioni che la finanza ha passato al setaccio le carte del progetto, dei progetti che si sono succeduti per costruire il recinto, le tribune, gli spogliatoi e anche la sistemazione degli impianti. Ore di lavoro, anche nei giorni scorsi, quello dei finanzieri, chiusi in una stanza del Comune, dove era presente anche il sindaco Vincenzo Muratelli che, per il momento, sull’accaduto non ha rilasciato dichiarazioni. Un lavoro certosino quello delle fiamme gialle che avrebbe riguardato quindi le concessioni sull’uso del campo demaniale, che tra l’altro il Comune stava regolarizzando proprio in queste settimane, le pertinenze, ma anche gli impianti idraulici, gli scarichi delle docce, che andrebbero direttamente nel fiume. Anche questo problema, però, il Comune pare lo stesse affrontando visto che si doveva costruire una fossa imhoff. (t.d.r.)
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