Sequestrato il depuratore che inquina

30 Settembre 2015

Arielli, gli operatori della Forestale e dell’Arta trovano rame e zinco nelle acque reflue che finiscono nel fosso Rifago

ARIELLI. Un'operazione del Comando di Ortona del Corpo forestale dello Stato ha portato al sequestro di un depuratore comunale ad Arielli, situato in località San Romano, e alla denuncia di tre persone. Nel corso di un’attività di controllo delle acque di scarico del comprensorio ortonese, sono stati posti immediatamente i sigilli all'impianto dopo che ci si è accorti dello sversamento di acque reflue domestiche ed industriali nel Fosso Rifago, un affluente del torrente Arielli, in assenza di un idoneo trattamento di depurazione. I forestali, in collaborazione con i tecnici dell'Arta di Chieti, hanno campionato dei liquidi sui quali sono state fatte delle analisi, i cui risultati purtroppo sono allarmanti. È stato riscontrato, infatti, il notevole superamento dei limiti tabellari previsti per diverse sostanze, anche pericolose, tra le quali il rame e lo zinco. E a rendere la vicenda ancor più grave «si è aggiunta poi la carenza amministrativa rilevata», si legge in una nota emessa dal Corpo forestale. Infatti «il depuratore è privo della necessaria autorizzazione provinciale allo scarico». Gli esami sui materiali prelevati, dunque, non hanno fatto altro che confermare quanto già era apparso evidente, in sede di controllo, alla polizia giudiziaria, che aveva constatato come le acque del Fosso Rifago si presentassero torbide e maleodoranti. Chiari segnali, questi, che qualcosa non stesse procedendo nel verso giusto. Presentimenti diventate certezze appena dopo le analisi effettuate. Oltre al malfunzionamento dell’impianto di depurazione, che di per sé non depura in modo efficace, si è rilevata inoltre la fuoriuscita di parte dei reflui dall’impianto, convogliati, in assenza di qualsiasi trattamento di depurazione, direttamente nel corpo recettore. Una vicenda grave terminata con il dovuto sequestro dello stesso impianto da parte del Corpo forestale dello Stato. Per quest'ultimo l'attività di monitoraggio e controllo sugli scarichi dei depuratori costituisce una priorità, posto che il malfunzionamento degli impianti di depurazione rappresenta una importante causa di compromissione degli ecosistemi acquatici, che si ripercuote direttamente sulla salubrità dell’ambiente. L'episodio avvenuto nel Comune di Arielli ha portato tre persone ad essere deferite all'Autorità giudiziaria: dovranno rispondere di scarico non autorizzato di reflui industriali contenenti sostanze pericolose e di superamento dei relativi limiti tabellari.