Sequestro di persona, 2 fratelli a processo

15 Luglio 2020

Sarebbe la droga, e forse il mancato pagamento di una dose, alla base del processo che vede imputati due fratelli lancianesi, Ivan e Alex S., rispettivamente di 32 e 25 anni, rinviati a giudizio al 9...

Sarebbe la droga, e forse il mancato pagamento di una dose, alla base del processo che vede imputati due fratelli lancianesi, Ivan e Alex S., rispettivamente di 32 e 25 anni, rinviati a giudizio al 9 febbraio 2021 con le accuse di sequestro di persona, lesioni, minacce e solo Alex anche di spaccio, dal giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi. I due, rappresentati dall’avvocato Daniela Giancristofaro, secondo l’accusa il 29 aprile 2017 avrebbero bloccato M.T., 32enne lancianese, contro la sua volontà, in un immobile a Villa Elce. Qui l’avrebbero fatto mettere in ginocchio, in modo da bloccarlo e lo avrebbero preso a calci e pugni. Un pestaggio che ha provocato nell’uomo un «trauma cranico facciale, cervicalgia, trauma addominale chiuso» con 22 giorni di prognosi. Dopo il pestaggio i due lo avrebbero anche minacciato di morte se si fosse recato dai carabinieri o in ospedale.
Ci sarebbe poi un “precedente” che farebbe pensare ad un regolamento di conti, ovvero la cessione, a marzo, da parte di Alex S. al 32enne, di 5 grammi di marijuana al prezzo di 70 euro. Per questa cessione Alex è anche accusato di spaccio di stupefacenti. Per l’avvocato Giancristofaro invece le accuse sono insostenibili sia per lo spaccio, vista la modica quantità, che per la posizione di Ivan che, sostiene, non sarebbe neanche stato presente il giorno del presunto sequestro di persona. Sarà nel corso delle udienze che si ricostruirà la vicenda. (t.d.r.)