Sequestrò un giovane: c’è l’udienza

13 Gennaio 2023

Dopo 7 mesi di carcere, il 37enne dal giudice: la difesa chiede il giudizio immediato 

VASTO. Estorsione, sequestro di persona e lesioni personali. Sono le gravi accuse dalle quali dovrà difendersi davanti al giudice delle udienze preliminari il 1° febbraio prossimo L.C., 37 anni, di Vasto, in carcere da sette mesi dopo un inquietante episodio avvenuto l'8 giugno scorso. Il 37enne, dopo aver bloccato un giovane automobilista di 19 anni che era in compagnia di tre amiche, fece scendere le ragazze e pretese con le minacce di essere accompagnato dal 19enne ad acquistare droga. Una volta tornato libero il diciannovenne decise di denunciare l'aggressore ai carabinieri della stazione di Vasto. I militari, insieme ai colleghi del Nucleo operativo e radiomobile, rintracciarono in poche ore il 37enne arrestandolo e portandolo nel carcere di Torre Sinello a Punta Penna. Dopo la convalida dell'arresto, il gup Anna Rosa Capuozzo, rigettò la richiesta di scarcerazione dell'uomo. Da quel giorno l'indagato non è più uscito dal carcere. Il 1° febbraio il suo difensore, l'avvocato Francesco Bitritto, pare deciso a chiedere il giudizio immediato e la remissione in libertà. La vittima del sequestro è probabile si costituisca parte civile così come anche le tre ragazze che erano con lui. Il 19enne quella notte visse infatti ore di incubo. A raccontare la vicenda è il rapporto dei carabinieri. «Tutto cominciò quando il ragazzo che era in auto con tre amiche, decise di fermarsi a comprare le sigarette. Nel risalire in auto, venne bloccato dal 37enne che era entrato in macchina e gli aveva sottratto il cellulare. Poi con le minacce l'uomo lo costrinse ad accompagnarlo in giro per Vasto alla ricerca di sostanze stupefacenti. Ad un certo punto l’indagato fece scendere dall’auto le tre studentesse amiche del 19enne. Le ragazze intimorite, ubbidirono. Subito dopo il 37enne si fece consegnare dalla vittima 30 euro, e li utilizzò per l’acquisito di una dose di stupefacente che poi consumò davanti al ragazzo». Per circa un’ora e mezza, lo studente fu costretto a trasportare, contro la sua volontà, il 37enne in giro per la città. Solo prima di scendere alla Marina riconsegnò lo smartphone allo studente. I medici certificarono un grave stato di ansia e prestarono al ragazzo le cure necessarie. Gli accertamenti, consentirono ai carabinieri di acquisire le prove necessarie per adottare la misura cautelare dell’arresto e il trasferimento dell'indagato nella Casa circondariale di Vasto. (p.c.)
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