Servizi appaltati dalla Asl, nove indagati

18 Giugno 2016

Inchiesta della Procura per truffa: al centro una fattura da 1,7 milioni per il servizio di lavanderia

LANCIANO. La Procura di Lanciano indaga su un giro di fatture per servizi esterni appaltati, ormai da anni, dalla Asl Lanciano-Vasto-Chieti. Il procuratore capo facente funzioni Rosaria Vecchi ha firmato in questi giorni nove avvisi di garanzia, già recapitati ad altrettante persone indagate.

Si tratterebbe di tre dipendenti della sede lancianese della Asl provinciale e di sei persone esterne all’azienda sanitaria, ma ad essa collegate proprio per via dei servizi svolti in appalto, come quello della lavanderia. Sull’indagine, ancora in corso, vige il più stretto riserbo, ma l’ipotesi di accusa per i nove indagati dovrebbe essere quella di truffa e corruzione.

I dipendenti Asl indagati sono due dirigenti dei settori economato e legale e una dipendente del servizio finanziario. Gli uffici della sede Asl di via Silvio Spaventa, in particolare quelli dedicati al pagamento dei servizi e dei fornitori, nei giorni scorsi sono stati messi sottosopra dagli agenti di polizia del commissariato che indagano su un presunto giro di fatture “truffaldine” alla ricerca di documenti e bolle.

Nei giorni scorsi le forze dell’ordine hanno portato via dagli uffici di due indagate documenti, carte, bolle, fatture e anche le memorie dei computer usati a lavoro. Un’azione che non è passata inosservata, soprattutto ai dipendenti dell’azienda e ad alcuni utenti che erano nello stabile.

Allo stesso modo sarebbero stati sequestrati documenti atti a verificare la regolarità del servizio effettuato presso l’azienda che ha in appalto il servizio di lavanderia oggetto di indagine. Sotto la lente di ingrandimento della Procura e degli investigatori ci sarebbe, in particolare, una maxi fattura da un milione e 700 mila euro pagata dalla Asl.

Un’indagine certosina quella di polizia e Procura che comprende l’analisi di decine di documenti e che è volta a verificare la effettiva corrispondenza tra i servizi svolti per la Asl provinciale e quelli fatturati, quindi pagati dalla azienda sanitaria.

Gli avvisi di garanzia sono stati emessi alcuni giorni fa e sono a tutela delle persone indagate, non sono per forza un indice di colpevolezza. Contengono, infatti, indicazioni sulle norme di legge che si assumono violate -in questo caso gli investigatori indagano su una presunta truffa- della data e del luogo in cui sarebbe avvenuto il fatto e, soprattutto, invitano la persona oggetto di indagine a nominare un difensore di fiducia. In questo caso sono nove gli indagati e il reato ipotizzato è quello di truffa.

Teresa Di Rocco

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