Servizi più cari al cimitero «Somme usate per i lavori»

19 Marzo 2018

L’ultimo ad essere aumentato, quasi del doppio, è il costo delle lampade votive Protestano gli utenti. Il gestore: con i soldi finanziamo anche la manutenzione

LANCIANO. Raddoppia il costo delle lampade votive e gli utenti si rivolgono al sindaco Mario Pupillo e alla Anxanum multiservizi intercomunali, società che gestisce il cimitero, per protestare e avere spiegazioni. Nell’ultimo anno sono aumentati tutti i servizi cimiteriali. Tumulazioni, inumazioni costano di più, ma da qualche settimana sono quasi raddoppiate anche le tariffe della corrente, della manutenzione e gestione delle luci votive. «Pagavo 8 euro, ora la bolletta è di 15 euro», lamenta Sergio D.A., di Lanciano, «ho scritto una mail, all’indirizzo riportato sulla bolletta, per chiarimenti ma non ho avuto risposta. E ho scritto al Comune, ma invano». Sono decine gli utenti infuriati che si sono rivolti al Centro. «Ho 5 defunti», dice una donna, «nel 2016 ho pagato 43,50 euro, quest’anno 75». «Il costo delle lampade votive era eccessivamente basso rispetto ai costi di gestione del servizio», spiega Camillo Colaiocco, presidente della Anxanum, «abbiamo fatto presente al Comune il problema e siamo stati autorizzati a rivedere le tariffe, che restano più basse rispetto a quelle applicate dai cimiteri limitrofi. Ad Alanno, ad esempio, ogni lampada costa 29 euro, da noi 15. Sono soldi che servono per ripagare il servizio e per fare interventi di manutenzione e messa in sicurezza». A partire dall’ingresso, dove sono le cappelle delle congreghe. Due su otto, del 1800, sono state chiuse al pubblico per motivi di sicurezza, in particolare a causa delle infiltrazioni dal tetto. Spetta alle confraternite, proprietarie delle cappelle, fare i lavori, contando però sull’aiuto di Curia e Comune. Che deve dare il via libera alla Anxanum per i lavori al blocco 9. Costruito negli anni ’70, mostra i segni del tempo da anni: ferri sporgenti, lesioni vistose a muri e colonne. La scalinata è impraticabile dal settembre 2014, quando un signore, mentre faceva visita a un parente defunto, fu colpito alla spalla da un pezzo di intonaco e cemento che si staccò all’improvviso (20 giorni di prognosi). L’area è transennata da allora. Non va meglio ai blocchi dall’1 all’8. «Sono interventi che faremo», chiude Colaiocco, «assieme al forno crematorio, rimasto fuori dai lavori nell’ala nuova. L’iter per la costruzione è stato avviato».
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