Servizi sanitari al Negri Sud, è polemica

Il consigliere Marongiu (Pd): «L’ospedale Renzetti non può essere spacchettato, serve un confronto»
LANCIANO. «La questione del Mario Negri Sud, alla luce del bando provinciale andato deserto sull’affitto dello stabile, torna prepotentemente al centro della discussione». Ad intervenire è il segretario provinciale del Pd, Leo Marongiu e consigliere comunale di minoranza nel gruppo Lanciano X tutti. Marongiu ragiona sulla proposta del direttore generale della Asl Thomas Schael al sindaco di Lanciano, Filippo Paolini, di trasferire alcuni servizi del Renzetti proprio nella sede inutilizzata dell'ex istituto di ricerca scientifica e farmacologica Mario Negri Sud. «È necessaria un'ampia e articolata discussione, coinvolgendo le forze di maggioranza e di opposizione, affinché nessuno spostamento o spacchettamento dei servizi dell’ospedale di Lanciano avvenga solo attraverso un accordo tra Paolini e Schael», interviene Marongiu, «già a novembre la minoranza avanzò grandi perplessità su questa ipotesi: una celerità di intenti che invece non si traduce in immediate risposte alle croniche difficoltà all’interno dell’ospedale. Le soluzioni da trovare per riempire di contenuto ed efficientare la spesa dello stabile di proprietà provinciale non possono essere ricercate a discapito dei servizi sempre più indeboliti all’ospedale Renzetti con attività chirurgiche e radiologiche in difficoltà con carenza di medici, ginecologia e ortopedia senza alcuna certezza, in una struttura dove non c'è più nemmeno la direzione di presidio». Il segretario Pd insiste invece sulla costruzione del nuovo ospedale: «Sulla sua realizzazione è sceso il silenzio da mesi dopo che la direzione aziendale ha deciso di andare avanti con l’idea del cuci-scuci che rischia di paralizzare il Renzetti per anni: una questione sottovalutata dall’amministrazione comunale che si vanta di una relazione politica speciale con la Regione Abruzzo. In questi anni, con gli investimenti previsti sulla salute dal Pnrr», prosegue Marongiu, «corrono opportunità quasi irripetibili per migliorare e potenziare la sanità territoriale che sarà centrale, come ha dimostrato la pandemia da Covid-19, e che non si potenzia spacchettando gli attuali servizi, ma aggiungendone di nuovi e intermedi tra medici di medicina generale e ospedale».
Marongiu auspica un consiglio comunale ad hoc per affrontare le varie ipotesi in campo, tra cui la Casa della salute e la questione della destinazione dei locali di proprietà Asl in città. «Servono certezze e chiarezza sull’utilizzo della palazzina in via Spaventa che attualmente ospita gli ultimi uffici della Asl presenti in città», conclude il consigliere ed ex candidato sindaco, «e sul miglioramento della logistica del distretto di via Don Minzoni. Il tutto mentre siamo ancora in attesa che venga aperto il polo vaccinale all’area Fiera per facilitare l’accesso a chi oggi deve recarsi a San Vito».

