Servono altri lavoratori, in vista 500 assunzioni

12 Marzo 2019

Atessa. Partono i colloqui per operai, ingegneri e neo laureati in economia  Ma i sindacati protestano sulla mancanza di dialogo: «Il piano non è chiaro»

ATESSA. La Sevel, così come era stato per i primi anni ’80, quando per il territorio significò il riscatto da una valle che meritò l’appellativo valle della morte, torna ad essere la speranza per il futuro per i giovani. In questi giorni in azienda si alternano decine di giovani per colloqui di lavoro. Il numero del personale richiesto non è stato ancora ufficializzato dall’azienda dei furgoni commerciali leggeri, ma si parla di 500 posti di lavoro. Manutentori, ingegneri e coordinatori di produzione, operai metalmeccanici, supervisor, team leader per attività di miglioramento del processo e addestramento degli addetti, ma anche neo laureati in economia sono le posizioni richieste. E le agenzie interinali già stanno lavorando a pieno regime per la ricerca dei nuovi dipendenti. Già nelle scorse settimane, con la notizia della conferma della joint venture fino al 2023 tra Fca e il gruppo Psa (Peugeot-Citroen) si parlava di centinaia di nuovi posti di lavoro richiesti. La notizia era stata data direttamente dal nuovo amministratore delegato Fca, Michael Manley, succeduto a Sergio Marchionne che, nell’annunciare una importante salita produttiva e due nuovi modelli di Ducato (la nuova versione e quella elettrica), aveva parlato esplicitamente di aumento della turnazione e di nuovi posti di lavoro in Sevel. Di qui il fermento nelle agenzie di lavoro interinale e all’interno della stessa Sevel dove i colloqui da giorni si susseguono quotidianamente.
Ma se da un lato i 500 posti di lavoro sono sulla bocca di tutti, dall’altro i sindacati presenti in Sevel lamentano una grave carenza di dialogo. Nei giorni scorsi le rsa di stabilimento di Fim, Uilm, Fismic, Ugle e Aqcf si erano riunite in consiglio e avevano chiesto ufficialmente all’azienda un incontro urgente. «Le tante voci che si rincorrono all’interno dello stabilimento», si legge nella nota dei rappresentanti sindacali, «ad oggi stanno provocando confusione tra le maestranze e la direzione aziendale non ancora si esprime con il piano operativo da attuare. Chiediamo un incontro con l’azienda per ottenere chiarimenti sui volumi produttivi, incremento dei turni (i turni salirebbero da 15 a 17 ndc) e incremento occupazionale».
«In tanti anni di sindacato», interviene il segretario Fim-Cisl Abruzzo e Molise, Domenico Bologna, «non mi era mai capitato che dopo svariati annunci e numerose richieste di incontro, l’azienda non si esprimesse sul piano operativo da attuare. Non sappiamo che figure si cercano e quanti sono i nuovi posti di lavoro richiesti. Si parla di diverse centinaia, ma non ne abbiamo la conferma ufficiale. Credo che questa sia una situazione inconcepibile, anche alla luce dell’aumento della turnazione e del fatto che non possiamo dire la nostra sul bacino di selezione dei posti di lavoro. Sappiamo ad esempio che si stanno coinvolgendo anche altre regioni, mentre noi spingiamo affinché si dia lavoro a giovani del territorio».
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