Sesso in cambio di case a Chieti, D'Agostino deve risarcire

Una delle vittime chiede 100mila euro: "Mi ha violentata". L’ex assessore pronto a risarcire, ma per cifre molto più basse: non più di 10mila euro
CHIETI. Diecimila mila euro sono pochi per una delle sette donne che chiamiamo Maria (è un nome di fantasia). Da dieci anni vive a Chieti. É povera e non ha casa. Chiese aiuto al Comune, quando l’assessore alle politiche per la casa era D’Agostino, per avere un alloggio di edilizia popolare.
Qual è il prezzo di una violenza sessuale su una donna? Ivo D’Agostino, l’ex assessore comunale arrestato a luglio del 2013 per aver chiesto sesso in cambio di una casa popolare, si è deciso a risarcire le sette presunte vittime. Per D’Agostino è un passaggio obbligato: se pagherà i danni potrà patteggiare una pena che non sarà alta. Ma fino a qualche tempo fa, di risarcimento non ne voleva parlare. Ora però è costretto a farlo, dopo che l’ultima udienza davanti al gup, Antonella Redaelli, per lo scandalo delle case popolari è finita con il rinvio al 21 dicembre prossimo.
Entro quel giorno, D’Agostino, difeso dagli avvocati Edgardo Ionata e Domenico Di Terlizzi, dovrà presentare le sue proposte di risarcimento dei danni ai difensori di ciascuna delle sette donne che si erano rivolte all’assessore per avere una casa. Qualcuna di loro ha figli piccoli, altre sono in attesa di un alloggio comunale da oltre dieci anni. Tutte e sette l’accusano di violenza sessuale e concussione. In altre parole, la tangente – che forse non sarà mai dimostrata se l’imputato potrà patteggiare – sarebbe consistita in un bacio, un abbraccio, un toccamento o peggio.
D’Agostino vuole risarcirle tutte ma non darà somme d’oro a quelle donne. Non più di 10mila euro a testa sarà il prezzo delle presunte violenze. Una di loro però non ci sta. Maria chiede 100mila euro all’ex assessore dell’Udc che si occupava delle politiche per la casa ma nella sua stanza, in Comune, avrebbe commesso reati che, se dimostrati, non è riduttivo definire da pelle d’oca.
Il 4 giugno del 2013 Maria si reca all’ufficio di viale Amendola e un’impiegata le dice che le case non ci sono e di tornare il giorno dopo per parlare con l’assessore. E il giorno dopo torna nello stesso ufficio. L’assessore arriva dopo un po’. Ecco quello che riferisce di quella giornata l’8 agosto del 2013, al Gup Paolo Di Geronimo, al pm Lucia Anna Campo e ai difensori, durante l’incidente probatorio.
Maria: Mi ha fatto accomodare. In pratica gli ho esposto il mio problema....Non ti preoccupare, ci penso tutto io, ci penso a sistemarti, ci penso...tutto io, mi ha detto così. Mi ha dato un biglietto suo, gli ho chiesto: Ma devo dare un recapito? Tu chiami, lu mi ha detto va bene, e gli ho dato un mio recapito, e quindi
Pm: Che le ha dato signora, un’utenza fissa? Mobile?
Maria: l’utenza mia, quella che c’ho e praticamente io mi sono alzata per andarmene e lui si è avvicinato a me. Praticamente si è proprio...mi ha messo le mani addosso, a baciarmi, a toccarmi e io sono rimasta proprio scossa.
Pm: Io capisco che è un po’... che è difficoltoso. Se lei riuscisse a dirci bene quello che è successo, cioè che tipo di contatto fisico c’è stato, se ce lo riuscisse a dire a descrivere con precisione, cioè posso capire la sua difficoltà, però per noi...?
Maria: Sì, si è avvicinato a baciarmi a toccarmi e a dirmi quanto sei bella.
Pm: Dove l’ha toccata?
Maria: Al seno.
Pm: Al seno?
Maria: Sì.
Pm: Sopra la maglia? Sotto la maglia?
Maria Sopra la maglia.
Pm: Dove l’ha baciata?
Maria: Alle labbra, al collo, proprio...e quindi io sono rimasta proprio...anche perché io volevo andare, ero sconvolta e lui mi ha detto: no aspetta, aspetta un attimo. Si è avvicinato alla porta, c’era una coppia di persone con un bambino, li ha fatti mandare via, è entrato e poi io... ero proprio naturalmente molto... scossa e quindi stavo piangendo e lui si è avvicinato e mi ha detto non ti preoccupare. Così si è avvicinato, mi ha stretta e mi ha messo le mani dentro le... i pantaloni e mi ha toccato.
Pm: Le ha toccato le parti intime?
Maria: Sì sì, l’ha fatto. E quindi mi sono proprio divincolata, si sono... volevo andare via e mi sono avvicinata alla porta e me ne sono andata, tutta spaventata.
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