Sesso nei centri cinesi, 7 verso il processo

5 Agosto 2019

Il pm Ciani chiede il rinvio a giudizio per i gestori dei cinque locali dove venivano offerte le prestazioni. Udienza a ottobre

CHIETI. Arriva a una svolta l’inchiesta sui 5 centri massaggio a luci rosse scoperti dalla polizia tra Chieti Scalo, Francavilla e Sambuceto. Il sostituto procuratore Giancarlo Ciani ha chiesto il rinvio a giudizio di 7 cinesi, di età compresa tra 30 e 54 anni, accusati – a vario titolo – per reati che vanno dallo sfruttamento al favoreggiamento della prostituzione. Si tratta di Ping Jiang, Jun Chen, Shaoqing Liu, Chunyan Huang, Jing Chen, Dejin Zheng e Liping Fu. Il giudice Isabella Maria Allieri ha fissato l’udienza preliminare per il 16 ottobre.
Altro che trattamenti per sciogliere la schiena e il collo: l’inchiesta portata avanti dai poliziotti della squadra mobile di Chieti, diretti dal vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio, ha svelato un’ampia platea di clienti pronti a pagare un extra per fare sesso con avvenenti donne asiatiche, al di là delle prestazioni elencate nella lista “ufficiale” affissa alle vetrate e offerte in stanze ben arredate e con le luci soffuse.
Cinque indagati, si legge sul capo d’imputazione, «con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in qualità di titolari dei centri massaggi, reclutavano e assumevano alle proprie dipendenze, al fine di fare esercitare loro il meretricio», ragazze orientali. Non solo: hanno «tollerato, favorito e sfruttato la prostituzione» e pubblicato sui siti internet le offerte hard. È scattata anche l’aggravante perché «il fatto è stato commesso nei confronti di persone aventi un rapporto d’impiego». Per gli altri due indagati le accuse sono le stesse, fatta eccezione per il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione. Gli annunci pubblicitari promettevano pomeriggi indimenticabili con le foto di ragazze in pose hot. In realtà, dietro quei momenti perfetti «per ritrovare equilibrio, serenità ed energia», si nascondevano massaggi rilassanti che finivano «prevalentemente con la masturbazione». Nelle inserzioni si parlava di «ragazze cinesi molto preparate e professionali per farti vivere momenti di relax assoluto in un ambiente pulito e molto riservato. Vieni da noi e dopo un nostro massaggio ti sentirai completamente in forma e molto riposato. E sicuramente ritornerai un’altra volta». Ma non mancavano neppure messaggi in cui si faceva chiaro riferimento a prestazioni sessuali. Gli episodi contestati sono avvenuti, in un centro massaggio di Chieti scalo, in tre di Sambuceto e in uno di Francavilla, «in epoca antecedente e successiva a luglio del 2016». Gli imputati, che respingono le accuse, sono difesi dagli avvocati Marco Femminella, Marco Ciccocioppo, Roberto Crognale, Carla Ferrara, Fabio Amodio, Remo Donatelli e Lucia Di Crescenzo.